Misurare la pressione a casa serve a sapere come si comporta davvero la pressione arteriosa nella vita di tutti i giorni, lontano dalla tensione di una visita. Le linee guida 2024 della Società europea di cardiologia raccomandano le misurazioni fuori dall’ambulatorio, quando è possibile, per confermare una diagnosi di ipertensione.
Perché i numeri siano affidabili contano l’apparecchio, la posizione del corpo, l’orario e il numero delle misurazioni. Le indicazioni che seguono vengono dalla Società europea di cardiologia (ESC), dalla Società europea dell’ipertensione (ESH) e dall’American Heart Association. Non sostituiscono il parere del medico, l’unico che può fare una diagnosi e decidere una terapia.
Perché misurarla a casa
Una sola misurazione in ambulatorio può trarre in inganno. C’è chi ha valori alti solo davanti al medico, il cosiddetto effetto camice bianco, e chi invece risulta nella norma in studio ma ha la pressione alta nel resto della giornata: è l’ipertensione mascherata. Secondo il documento dell’ESH sulla misurazione domiciliare, pubblicato nel 2021, i valori raccolti a casa aiutano a riconoscere entrambe le situazioni e a seguire nel tempo l’effetto delle cure.
Quale apparecchio scegliere
Gli esperti consigliano un apparecchio automatico da braccio validato, cioè sottoposto a una prova di accuratezza secondo un protocollo scientifico riconosciuto. Gli elenchi dei modelli validati si consultano gratuitamente sui siti indipendenti STRIDE BP e ValidateBP. Gli apparecchi da polso sono in genere meno precisi e vanno usati solo quando non si può misurare al braccio; quelli da dito sono sconsigliati.
Conta anche il bracciale, che va scelto in base alla circonferenza del braccio seguendo le istruzioni del produttore. Per braccia oltre i 42 centimetri l’ESH indica bracciali di forma tronco-conica. Sono preferibili i modelli che conservano le misurazioni in memoria o le trasferiscono sul telefono. Un apparecchio con più di quattro anni ha più probabilità di essere impreciso: in quel caso conviene chiedere al medico se è il caso di verificarlo o sostituirlo.
Cosa fare prima di misurare
Nei 30 minuti precedenti, secondo l’American Heart Association, vanno evitati fumo, caffè e altre bevande con caffeina, alcol ed esercizio fisico. Prima di cominciare conviene svuotare la vescica. Poi ci si siede e si resta tranquilli per almeno cinque minuti, senza parlare.
Chi è in terapia misura la pressione del mattino prima di prendere i farmaci, come indica il documento dell’ESH. La sera si misura in condizioni simili, lontano da pasti abbondanti e da sforzi.
La posizione giusta
Schiena appoggiata allo schienale, piedi a terra e gambe non accavallate. Il braccio poggia su un tavolo, con il bracciale all’altezza del cuore. Il bracciale va messo sulla pelle nuda, sopra la piega del gomito, mai sopra la manica. Durante la misurazione non si parla e non ci si muove.
Quante volte e per quanti giorni
Il protocollo dell’ESH prevede due misurazioni al mattino e due la sera, a circa un minuto di distanza l’una dall’altra, per sette giorni consecutivi o almeno per tre, preferibilmente in giorni lavorativi normali. Il valore da considerare è la media di tutte le misurazioni.
Alcuni protocolli, come quello pubblicato nel 2016 da un gruppo di medici australiani sulla rivista Australian Family Physician, suggeriscono di scartare il primo giorno. Il documento dell’ESH osserva che farlo cambia poco il risultato, soprattutto quando i giorni di misurazione sono sette.
Tutti i valori vanno annotati con data e ora, anche quelli che sembrano strani: nella memoria dell’apparecchio, in un’app o su un diario di carta da portare al medico. La frequenza delle serie successive la stabilisce il medico.
Come leggere i numeri
A casa la soglia è più bassa di quella dello studio medico. Secondo l’ESH, una media di 135/85 mmHg o superiore indica ipertensione e corrisponde ai 140/90 misurati in ambulatorio. Le linee guida ESC del 2024 hanno introdotto tre categorie per i valori misurati dal medico: pressione non elevata sotto 120/70, pressione elevata tra 120 e 139 di massima o tra 70 e 89 di minima, ipertensione da 140/90 in su.
Per chi è in cura, l’ESC indica come obiettivo, se ben tollerato, una massima tra 120 e 129. Gli obiettivi però si fissano caso per caso: le stesse linee guida prevedono traguardi meno stringenti, per esempio sotto 140/90, per chi ha 85 anni o più. Un singolo valore alto non è una diagnosi e non autorizza a cambiare da soli la dose dei farmaci.
Quando rivolgersi al medico
Una media settimanale oltre 135/85, o valori molto diversi da quelli misurati in ambulatorio, vanno discussi con il medico di famiglia. In gravidanza, nei bambini e in chi ha aritmie come la fibrillazione atriale le regole cambiano e servono apparecchi e protocolli adatti, da concordare con il medico.
Se a valori alti si accompagnano dolore al petto, mancanza di respiro, difficoltà a parlare o debolezza a un lato del corpo, bisogna chiamare subito il 118, senza aspettare una nuova misurazione.
Le abitudini che aiutano
Le linee guida ESC indicano alcune misure sullo stile di vita: non più di 5 grammi di sale al giorno, circa un cucchiaino, almeno 150 minuti a settimana di attività aerobica moderata con esercizi di forza due o tre volte, niente alcol, peso nella norma e una dieta di tipo mediterraneo o DASH. Ne abbiamo parlato nella nostra guida su dieta e pressione alta.
In provincia di Ragusa la misurazione è arrivata anche in piazza: la Cardiologia di Modica ha aderito alla Giornata contro l’ipertensione arteriosa con uno screening in piazza Matteotti. Controlli come questi danno un primo segnale, ma per conoscere la propria pressione serve una settimana di misurazioni a casa.



