L’associazione dei Comuni siciliani chiede al Governo nazionale un taglio temporaneo delle accise sul carburante e alla Regione di usare parte dell’avanzo di amministrazione per sostenere l’autotrasporto, mentre in Sicilia prosegue il fermo dei tir contro il caro gasolio.
L’appello di Anci Sicilia è stato diffuso a Palermo sabato 17 ottobre. A parlare sono il presidente Paolo Amenta e il segretario generale Mario Emanuele Alvano, che chiedono un impegno congiunto di Stato e Regione su una crisi che, secondo l’associazione, pesa sull’intera economia dell’isola.
«È indispensabile un intervento immediato che porti al taglio delle accise e all’abbassamento del costo del carburante alla pompa. Si tratta di una misura transitoria fondamentale, in attesa che si arrivi a trovare soluzioni strutturali definitive in grado di salvaguardare l’intero sistema produttivo», hanno dichiarato Amenta e Alvano. Il rischio, per i vertici dell’associazione, è «il blocco totale di un sistema economico già profondamente fragile come quello siciliano».
Alla Regione l’Anci chiede di usare l’avanzo di amministrazione: un impegno concreto del governo regionale «anche attraverso l’impiego, nei limiti delle possibilità di utilizzo, delle significative risorse dell’avanzo di amministrazione», per sostenere il comparto e contenere le ricadute della crisi su imprese e comunità locali. «La portata dell’emergenza richiede che ciascun livello istituzionale faccia la propria parte, con misure tempestive e coordinate», hanno aggiunto.
Amenta ha insistito sulla misura chiesta a Roma: «Serve subito un intervento straordinario di riduzione temporanea delle accise, capace di dare una boccata d’ossigeno immediata a chi lavora e a tutto il sistema produttivo e dei servizi, accompagnato da un’azione regionale che contribuisca a tutelare l’economia siciliana».
Il fermo è promosso dal Comitato trasportatori siciliani (Cts), coordinato da Salvatore Bella. Come abbiamo riportato sabato, il comitato ha fatto sapere che la protesta andrà avanti fino a martedì 27 ottobre se il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini non firmerà un protocollo d’impegni; con la firma e l’incontro con la categoria del 20 ottobre, il fermo sarà revocato.
Sul tavolo convocato dal ministro l’Anci ripone attese precise. Lo considera «un passaggio necessario, nel quale dovrà trovare adeguata attenzione la specificità della Sicilia: l’insularità e la collocazione geografica amplificano infatti il peso dei costi del carburante sul trasporto delle merci e sulla competitività delle imprese».
Al tavolo, al quale parteciperà una delegazione dei trasportatori siciliani, il Cts porta richieste già quantificate: circa 104 milioni di arretrati, 70 milioni per la terza annualità 2026/2027 e 430 milioni di credito d’imposta sul gasolio da rendere subito utilizzabili.



