Per i giovani siciliani il lavoro c’è, ma quello stabile è molto più raro. È il nodo emerso a Modica dal convegno «Restanza», dove istituzioni, associazioni di categoria, Terzo settore e imprenditori si sono confrontati su che cosa serve perché un ragazzo possa scegliere di restare in Sicilia.
L’incontro, «RESTANZA. Giovani, lavoro e nuove professioni per non lasciare la Sicilia», è stato promosso da Consumerismo No Profit e ASSIUM, Associazione Italiana Utility Manager, e si è svolto nella Sala Triberio del Palazzo della Cultura, con il patrocinio della Regione Siciliana e del Comune di Modica. La sindaca Maria Monisteri ha spiegato che la regia comune sulla promozione turistica si sta allargando a tutti i dodici Comuni della provincia di Ragusa. Ha indicato poi i servizi per le giovani famiglie, a partire dagli asili nido, e la riqualificazione dell’area artigianale, dove i nuovi lotti sono stati firmati dai figli di chi aveva avviato quei mestieri.
Giovanni Riccobono, direttore generale e delegato regionale Sicilia di Consumerismo No Profit, è partito dagli sportelli +Tutela dell’associazione: «Ogni giorno ascoltiamo cittadini alle prese con bollette, trasporti e servizi, e vediamo una cosa chiara: quando un territorio si svuota, i servizi peggiorano e costano di più per chi resta. Lo spopolamento non è solo un problema demografico, è un problema di diritti».
Riccobono ha richiamato le stime della SVIMEZ sul costo della fuga dei laureati dal Sud, una media di 6,8 miliardi di euro l’anno negli ultimi cinque anni. «Formiamo i nostri ragazzi e il rendimento lo incassa qualcun altro», ha detto. Ha presentato anche «Il Rientro dei Fratelli», il percorso con cui Consumerismo lavora a una proposta di legge per offrire a chi vive all’estero orientamento e tutela per investire nel paese d’origine, al riparo da intermediari poco chiari e truffe.
Il presidente di ASSIUM, Federico Bevilacqua, ha indicato nell’orientamento al lavoro dei giovani una priorità dell’associazione e ha presentato quella dell’Utility Manager come una professione nuova per chi entra oggi nel mondo del lavoro. Per Sandro Iabichella, delegato territoriale ASSIUM per Modica, le competenze su energia e servizi «sono lavori che non si possono delocalizzare e che un giovane può costruire senza fare le valigie».
Nel primo panel, moderato dal giornalista Andrea Sessa, Vito Azzara ha riportato quanto emerso dagli incontri del PattoXRestare, la rete di circa sessanta organizzazioni che ad aprile ha depositato all’ARS una proposta di legge sul lavoro: «Il problema dei ragazzi non è trovare un lavoro, ma trovarne uno stabile, che dia una prospettiva di radicamento».
Simone Di Grandi, coordinatore della commissione speciale per le politiche giovanili di ANCI Sicilia, ha descritto una rete di sportelli in cui assessori e consulte giovanili ascoltano ogni mese i ragazzi, e ha proposto un job day in ogni provincia. Andrea Cannella, di Fondazione Marea, ha presentato il programma ONDA di incubazione di imprese sociali.
Nel secondo panel, moderato da Barbara Molinario, Biagio Dimartino di ASSIUM ha presentato lo Young Tour nelle scuole e nelle università. Carmelo Caccamo, segretario della CNA Territoriale di Ragusa, ha legato il ricambio generazionale alla rinascita dei centri storici: «Un centro storico vivo non è un museo a cielo aperto». Mario Molè, presidente vicario di Sicindustria Ragusa, ha indicato la distanza tra competenze cercate e disponibili, mentre Annalisa Spadola, di Unionalimentari Sicilia per Confapi Sicilia, ha illustrato la proposta di legge «Restanza Sicilia».
Nel terzo panel gli imprenditori rimasti nell’isola hanno raccontato le difficoltà quotidiane di chi porta avanti un’impresa al Sud.
In chiusura Riccobono ha richiamato il Piano nazionale per l’economia sociale: «Ora va riempito di misure concrete anche nei territori. La Sicilia può essere tra le prime al Sud. Da Modica parte una rete che non vogliamo disperdere».



