Il Comitato spontaneo dei genitori «per una mensa migliore» dell’Istituto comprensivo «Carlo Amore» di Modica chiede al Comune di accelerare la nuova gara d’appalto per la mensa scolastica e di inserire nel capitolato lo scodellamento dei pasti sul posto, eliminando le vaschette di plastica monouso.
L’occasione è l’avvio del progetto comunale «L’Acqua che insegna alla Sete», che porta nelle scuole erogatori d’acqua e borracce riutilizzabili per ridurre la plastica usa e getta tra i più giovani. Il comitato, che ha come portavoce Massimo Garofalo, accoglie con favore l’iniziativa ma sostiene che la tutela degli alunni passi soprattutto dal servizio di refezione.
«Non possiamo non notare la contraddizione tra le buone intenzioni dell’amministrazione comunale e la realtà dei fatti: mentre si distribuiscono le borracce per ridurre la plastica, si accumulano ritardi per la nuova gara d’appalto per il servizio di refezione, continuando a utilizzare vaschette monouso e a gettare tonnellate di cibo», dicono i genitori del comitato.
Lo scodellamento consiste nel porzionare e servire i pasti direttamente nei refettori, invece di consegnarli già confezionati in contenitori sigillati. Per il comitato è «una modalità peraltro già positivamente avviata e consolidata in altri comuni della provincia come Ragusa e Vittoria».
Il servizio di quest’anno è partito lunedì 5 ottobre e, come aveva comunicato il Comune all’apertura delle iscrizioni alla mensa, prosegue alle stesse condizioni dello scorso anno scolastico fino all’aggiudicazione della nuova gara. Per i genitori la stesura del nuovo capitolato è il passaggio decisivo per cambiare modello.
La richiesta ha anche un risvolto sanitario. «L’impiego prolungato di vaschette e pellicole plastiche a contatto con pietanze ad alta temperatura presenta criticità che vanno affrontate con il massimo rigore: sotto stress termico, le plastiche rischiano di rilasciare microplastiche e interferenti endocrini, come ftalati e bisfenoli, direttamente nel cibo», sostiene il comitato.
L’altro fronte è lo spreco. Secondo i genitori, il confezionamento sigillato e il trasporto prolungato fanno arrivare in tavola piatti tiepidi o scotti, che i bambini spesso lasciano e che finiscono tra i rifiuti. Servire i pasti sul posto, sostengono, permetterebbe di rispettare la temperatura giusta e di calibrare le porzioni sulle necessità reali degli alunni.
Il comitato chiede ora che il bando sia pubblicato in tempi rapidi, perché Modica possa avere un servizio di refezione «moderno, sicuro, privo di plastica monouso e davvero sostenibile».



