Le famiglie che ricevono già l’Assegno unico e non hanno avuto variazioni nel mese precedente avranno la rata di ottobre mercoledì 21 e giovedì 22 ottobre 2026. Sono le date fissate dall’Inps nel calendario annuale dei pagamenti, diffuso a fine dicembre con il messaggio n. 3931.
Per rientrare in queste date servono una domanda attiva e un Isee valido. Non devono esserci cambiamenti nel numero dei figli o nelle coordinate bancarie. Chi ha presentato una prima domanda riceve di norma la rata nell’ultima settimana del mese successivo alla richiesta. Tempi diversi valgono anche per chi ha aggiornato l’Isee o ha comunicato cambiamenti nel nucleo familiare: in caso di ricalcoli e conguagli il pagamento slitta all’ultima settimana del mese.
I nuclei che percepiscono anche l’Assegno di inclusione seguono un calendario a parte. L’integrazione arriva sulla carta Adi con la ricarica di fine mese.
L’importo dipende dall’Isee e per un figlio minorenne va da 58,30 a 203,80 euro al mese. L’Isee va rinnovato ogni anno: chi non presenta la nuova Dsu riceve la quota minima. Sul portale dell’Inps c’è un simulatore per stimare la cifra.
L’assegno spetta per ogni figlio minorenne a carico a partire dal settimo mese di gravidanza. Vale anche per i figli tra 18 e 21 anni che studiano, fanno un tirocinio, cercano lavoro o hanno un reddito basso, e senza limiti di età per i figli con disabilità. Al momento della domanda e per tutta la durata del beneficio, il richiedente deve essere soggetto all’Irpef in Italia e rispettare i requisiti di residenza e soggiorno. Deve avere la cittadinanza italiana o di un Paese Ue, oppure un permesso di soggiorno valido. Tra questi rientra anche il permesso unico di lavoro superiore a sei mesi.
La domanda si presenta una sola volta e si rinnova in automatico negli anni successivi. Le eventuali variazioni vanno comunicate. Si invia dal sito dell’Inps con Spid, Cie o Cns, attraverso un patronato oppure chiamando il Contact center: 803 164 da rete fissa, 06 164 164 da cellulare. Per i neonati si presenta dopo l’attribuzione del codice fiscale, mentre i figli maggiorenni possono farla da soli.
La misura è in vigore da marzo 2022 con il decreto legislativo 230 del 2021. Ha riunito in un solo pagamento gli assegni familiari per i figli, le detrazioni fiscali, il bonus bebè e il premio alla nascita. Spetta indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori: dipendenti, autonomi, disoccupati o pensionati. Nel 2025 la spesa complessiva ha raggiunto 19,7 miliardi di euro.
Da gennaio 2027 gli importi saranno rivalutati in base all’inflazione rilevata dall’Istat, come ogni anno, e l’Inps comunicherà le nuove cifre a inizio anno. Andrà inoltre a pieno regime il nuovo Isee per le prestazioni familiari introdotto dalla legge di Bilancio 2026. Prevede maggiorazioni più alte nella scala di equivalenza per le famiglie numerose e una franchigia più ampia sulla prima casa. Esclude anche lo stesso Assegno unico dal calcolo.



