Bisogna vincere e abbiamo vinto! Volevo scriverlo sabato (usando il futuro) ma memore di come finì a chi lo disse un’ottantina d’anni fa,, ho pensato che fosse meglio dirlo oggi… C’azzeccai! Il Modica calcio vince facile e sbroglia la pratica in una decina di minuti. Tra quelli di fine prima frazione e quelli di inizio seconda. Un autogol o qualcosa di simile, Hulidov di testa e poi Pierce -finalmente lui- su erroraccio del portiere ennese. Poca cosa l’Enna, pochissima.
Ma quando le pratiche sono queste, il rischio è quello che sembra facile… Dedicarsi all’analisi tecnica di una partita che ha visto una squadra dominare -ci sono pure un palo di Misseri e una traversa di Flores- e l’altra subire senza mai tirare in porta (se c’ero io al posto di Romano finiva 3-0 lo stesso…) è difficile. E allora, mi dedico al panegirico di Turi Misseri, splendido protagonista di quasi 90 minuti di livello, visti e sottolineati da tutti. Il boato, la standing ovation, il suo nome ritmato dagli spalti quando ha lasciato il campo, testimoniano l’affetto per questo ragazzo che mise firma all’inizio del cammino che ha portato questo Modica in D quando fu uno dei protagonisti, cinque anni fa, della vittoria del campionato di Promozione, pietra miliare del percorso che ha portato il Modica di Mattia Pitino, Luca Gugliotta e, in passato, anche di Danilo Radenza e Salvo Di Raimondo dove siamo adesso.
Misseri è stato da 9 (come il voto che gli ha dato in pagella su La Sicilia il decano dei giornalisti sportivi modicani, Marco Sammito) perché messo lì in mezzo, ha fatto tutto: ha chiuso, rilanciato, corso, verticalizzato, illuminato, dribblato, tenuto, picchiato. Di lotta e di governo come si diceva dei comunisti di una volta (adesso lo sono molto ma molto meno almeno per quanto riguarda la lotta…). Insomma un bel vedere che avrebbe meritato la firma in calce nel tabellino dei marcatori (se non ci fosse il mio boomerismo giornalistico non avrei mai scritto ‘marcatori’) ma il maledetto montante di destra (ridaje…) gli ha detto no. Si, Misseri s’è preso la scena ma anche Nacho Flores ha avuto la sua gloria, sbloccandosi finalmente anche se ce l’aveva messa tutta per sbagliare ancora. Meno male che, come nella vita, c’è sempre una seconda chance. Sul piano tattico, Raciti, ancora una volta ha fatto sciorinare gioco e sagacia anche senza Garufi mentre su quello realizzativo, prima dell’1-0, il Modica ne ha sbagliati almeno 3 a dimostrazione che questa idiosincrasia da gol non è ancora guarita. La giornata ha pure detto che la Reggina non è imbattibile Jallow -e il Trapani l’hanno messa ko- che la Vibonese ha stimmate da protagonista (e domenica c’è Reggina-Vibonese), che Sambiase e Siracusa imparano a battere il Modica (hanno perso entrambe), che il Ragusa se non cambia rotta rischia grosso (i dirigenti sembra vogliano consegnare la squadra al sindaco Cassì) e che Nissa e Igea faranno da comparsa. Così la penso e così scrivo.
Ultima notazione sulla Coppa Italia. Dopodomani di nuovo in campo, ad Avola nel turno che, se superato, metterebbe il Modica tra le 32 squadre d’Italia di serie D che si possono giocare il trofeo. Io un po’ di importanza a ‘sta manifestazione gliela darei e sono sicuro che Raciti la pensa come me. Non sarà facile contro una squadra in forme e in entusiasmo -sono lì davanti e meritatamente-. Ma il Modica può farcela e non mi dispiacerebbe.
Il Modica, sabato, ha compiuto 94 anni e ieri la tifoseria ha esposto striscioni che hanno ricordato indimenticabili protagonisti di quasi un secolo in rossoblù. Chapeau ad Antonio Sammito e a tutta la tifoseria organizzata. E’ stato bello rivedere certi nomi (ed altri ce ne sono ancora che non spariranno mai) e poterli riapplaudire. Magari anche loro, chissà Dove, avranno gradito…



