Migliaia di fedeli hanno seguito la processione del simulacro di San Francesco d’Assisi tra le vie di Ragusa, che ha chiuso la festa del patrono d’Italia nel quartiere Cappuccini. Quest’anno la ricorrenza ha avuto un peso particolare: cadono gli ottocento anni dalla morte del santo, avvenuta nel 1226.
La giornata è cominciata di prima mattina con i mortaretti, che hanno annunciato la festa alla città. Poi le messe del mattino e, in piazza Cappuccini, la tradizionale benedizione degli animali, uno degli appuntamenti più partecipati di tutta la festa.
Nel pomeriggio il vescovo di Ragusa, monsignor Giuseppe La Placa, ha presieduto la celebrazione vespertina. In chiesa c’erano le autorità civili e militari e numerosi fedeli, arrivati per rendere omaggio al santo nell’anno dell’ottavo centenario.
Dopo la messa è partita la processione. Il simulacro ha attraversato i quartieri della città con due soste: la prima al Monastero delle Carmelitane, la seconda alla cattedrale di San Giovanni Battista. Lungo il percorso il coro «Mariele Ventre» ha eseguito un omaggio musicale al santo. Più tardi uno spettacolo pirotecnico ha illuminato il cielo sopra Ragusa.
La giornata si è chiusa con il teatro. La Compagnia Instabile di Modica ha portato in scena «Francesco, la follia diventata sapienza», uno spettacolo dedicato alla figura del santo di Assisi, alla sua scelta radicale del Vangelo e all’attualità del suo insegnamento.



