Il biologo di Modica Antonio Caruso ha completato la ricerca «Bibbia e Dna». È un lavoro di circa quattro anni che mette a confronto il linguaggio della tradizione biblica con alcuni principi della biologia molecolare. Il vescovo Antonio Staglianò, presidente della Pontificia Accademia di Teologia, ha espresso un giudizio positivo sullo studio. Caruso gli aveva inviato il testo per una valutazione sul piano esegetico.
Staglianò si è complimentato con l’autore e ha allegato un commento teologico articolato, che conferma il valore e l’originalità del lavoro. Ha anche invitato Caruso ad andare avanti e a sviluppare la ricerca sul versante trinitario, «per uno sviluppo ternario dentro quello binario». Non è stato indicato quando potrebbe partire questa nuova fase. A darne notizia è La Sicilia.
Caruso è un collaboratore storico del quotidiano La Sicilia, per cui cura le rubriche di Cultura biblica e Spiritualità. La ricerca è arrivata alla versione definitiva dopo un lungo lavoro di studio e analisi.
Lo studio non vuole dimostrare qualcosa sul piano scientifico e non è un’interpretazione teologica in senso accademico. Cerca invece punti di contatto tra due campi del sapere che sembrano lontani: il linguaggio simbolico e sapienziale della Bibbia e la struttura e la funzione del Dna.
Caruso parte da un’ipotesi precisa: il testo sacro e il codice genetico non coincidono direttamente. Tra i due cerca piuttosto possibili analogie di struttura e di concetto, soprattutto su tre temi che considera alla base della realtà: l’ordine, la complementarità e la relazione. Il testo completo della ricerca si può leggere in formato digitale sul sito bibbiadna.it.



