L’INPS pagherà l’Assegno di inclusione in due giorni a ottobre. Giovedì 15 ottobre 2026 arriva la prima mensilità per i nuclei che hanno fatto domanda da poco e hanno superato la verifica dei requisiti. Martedì 27 ottobre tocca invece alle ricariche ordinarie per chi riceve già la misura. Le date sono quelle del calendario dei pagamenti dell’istituto per la fine dell’anno.
Chi viene pagato per la prima volta deve rispettare una condizione: aver firmato il Patto di attivazione digitale (Pad). Senza la firma il primo accredito non parte. Con la mensilità di ottobre arrivano anche gli eventuali arretrati maturati mentre la domanda era in istruttoria.
La ricarica del 27 ottobre va sulla Carta di inclusione, la prepagata di Poste Italiane che l’INPS ricarica ogni mese. L’accredito parte solo se l’istituto conferma che il nucleo ha ancora i requisiti: Isee valido, composizione familiare aggiornata e rispetto degli impegni del percorso di inclusione.
Le date fino a dicembre
A novembre i nuovi pagamenti arrivano venerdì 13 e le ricariche ordinarie venerdì 27. A dicembre si parte martedì 15 con le prime mensilità, mentre le ricariche arrivano mercoledì 23, in anticipo per le festività.
Rinnovo, niente più mese di stop
Dal 2026 non c’è più il mese di sospensione che scattava dopo le prime 18 mensilità e dopo ogni rinnovo. Lo ha eliminato la legge di bilancio e l’INPS lo ha confermato con il messaggio n. 640 del 23 febbraio 2026. La domanda di rinnovo si può presentare già dal mese dopo l’ultimo pagamento.
La durata resta la stessa: 18 mesi iniziali, poi rinnovi da 12. Cambia invece il primo mese dopo il rinnovo, in cui si riceve metà dell’importo spettante. Dal mese successivo si torna alla cifra piena. Lo prevede la normativa, ma molti beneficiari se ne accorgono solo guardando il saldo della carta.
La manovra ha esteso anche il contributo straordinario aggiuntivo, fino a 500 euro. Ne hanno diritto i nuclei arrivati al diciottesimo mese a novembre 2025 che hanno fatto domanda entro la fine dello scorso anno, sempre dopo la verifica dei requisiti.
Isee scaduto: quando si ferma il pagamento
Il pagamento si blocca soprattutto quando scade la Dsu. Senza un Isee valido e sotto i 10.140 euro l’erogazione si ferma in automatico, e l’INPS non manda avvisi prima. Chi ha la dichiarazione scaduta deve rinnovarla subito per non perdere la ricarica.
Il diritto o l’importo possono cambiare anche per altri motivi: modifiche nel nucleo familiare (nascite, separazioni, trasferimenti), una diversa situazione lavorativa, impegni del percorso di inclusione non rispettati. Ogni modifica va comunicata subito, perché l’istituto confronta i dati con quelli di altre amministrazioni e può sospendere la prestazione se trova incongruenze.
Lo stato della domanda e delle ricariche si controlla nell’area personale del sito dell’INPS oppure presso un patronato.



