A Ragusa la Cna territoriale ha riunito martedì sera, 29 settembre, imprenditori, banche, confidi e amministratori locali. Al centro c’erano l’accesso al credito e gli investimenti delle piccole imprese. L’incontro si intitolava «Finanziare il futuro. Credito, imprese e sviluppo del territorio». È partito dai numeri dell’associazione e si è chiuso con una richiesta precisa alla Regione.
La richiesta riguarda «Più Artigianato», la misura regionale che finanzia gli investimenti delle aziende artigiane siciliane. Il presidente della Cna territoriale, Giampaolo Roccuzzo, ha segnalato che la piattaforma che gestisce le pratiche va a rilento. Ha chiesto che torni presto pienamente operativa e che le procedure diventino più rapide, perché le imprese possano programmare gli investimenti senza ritardi.
In apertura Roccuzzo aveva spiegato che un’associazione di categoria deve offrire alle aziende anche servizi e competenze concrete, oltre alla rappresentanza sindacale. «Il credito oggi è uno degli strumenti fondamentali per accompagnare gli investimenti e la crescita delle imprese», ha detto.
Nel 2025 le imprese associate hanno ottenuto garanzie su finanziamenti deliberati per oltre 13,9 milioni di euro, a cui si aggiungono 1,4 milioni di credito diretto. Nei primi nove mesi del 2026 le garanzie hanno già raggiunto 11,9 milioni e il credito diretto 947mila euro.
Il segretario territoriale Carmelo Caccamo ha affiancato questi dati a quelli sulle nuove imprese. Nel secondo trimestre del 2026 la provincia di Ragusa ha contato 452 nuove iscrizioni e 374 cessazioni. Il saldo è di 78 attività in più, con una crescita dello 0,22 per cento, poco sotto lo stesso trimestre del 2025. Le imprese artigiane sono 5.917 su 36.515 in tutto. «Ma come finanziamo questa crescita? Perché il credito può essere uno strumento di trasformazione. Finanziare il futuro significa finanziare progetti buoni», ha detto Caccamo.
Paolo Mariani, direttore generale del consorzio fidi Uni.Co., ha ricostruito come è cambiato il credito negli ultimi quindici anni. In Italia i prestiti alle imprese con meno di venti addetti sono calati di circa il 49 per cento dal 2011. In Sicilia il numero delle imprese è rimasto quasi stabile, mentre le risorse finanziarie disponibili si sono ridotte molto. Secondo Mariani le banche ragionano sempre più in base alla redditività. Per questo i confidi servono a fare da ponte tra le aziende e gli istituti di credito.
Sulle misure regionali di sostegno si sono confrontati due interlocutori. Uno era Pietro Tortorici, responsabile della struttura Più Artigianato di Palermo. L’altro era Dario Cartabellotta, direttore generale del Dipartimento regionale Attività produttive, collegato da remoto.
In sala c’erano anche i sindaci di Ragusa e Vittoria, Peppe Cassì e Francesco Aiello. Erano presenti il segretario regionale della Cna Sicilia, Piero Giglione, i vertici regionali di Uni.Co. e rappresentanti delle banche. Cassì ha ricordato i 610mila visitatori registrati a Ragusa in questi mesi. Per il sindaco è una ragione in più per rafforzare gli strumenti a sostegno delle imprese locali.
Il presidente regionale della Cna Sicilia, Filippo Scivoli, ha chiuso i lavori, moderati dal giornalista Giorgio Liuzzo. Scivoli ha chiesto un sistema del credito che metta insieme prestiti bancari, garanzie, credito diretto, finanza agevolata e strumenti pubblici.



