All’aeroporto di Comiso il personale regge il traffico deviato da Catania con doppi turni e organici insufficienti. Lo hanno denunciato la CGIL di Ragusa e la Filt CGIL dopo un sopralluogo nello scalo martedì 29 settembre. Giuseppe Roccuzzo, segretario generale della CGIL di Ragusa, e Filippo Scollo, segretario generale della Filt CGIL Ragusa, hanno incontrato lavoratori e operatori. Ora chiedono un piano strutturale che tenga insieme gli aeroporti di Catania e Comiso.
Il nodo sono le emergenze. Quando l’Etna costringe lo scalo di Catania a ridurre l’operatività, una parte consistente dei voli viene dirottata su Comiso. Nei periodi di maggiore traffico i lavoratori hanno garantito il funzionamento dell’aeroporto con doppi turni e una forte flessibilità organizzativa.
«Abbiamo voluto vedere direttamente cosa accade quando Comiso è chiamato improvvisamente a sostenere una parte consistente del traffico deviato da Catania», hanno dichiarato Roccuzzo e Scollo. Per i due sindacalisti le difficoltà non riguardano solo le strutture: pesano anche l’organizzazione del lavoro, le dotazioni di personale e la capacità di gestire picchi di traffico che, a loro giudizio, non si possono più considerare eccezionali.
Scollo ha puntato l’attenzione su cosa succede ai lavoratori una volta passata la fase critica. «Quando c’è un’emergenza queste professionalità diventano indispensabili, poi, una volta superata la fase critica, si rischia di tornare a considerarle come una variabile da adattare alle esigenze del momento», ha detto.
Secondo il segretario della Filt CGIL, il modello attuale poggia sulla disponibilità del personale. «Non si può costruire un sistema aeroportuale affidandosi ogni volta alla disponibilità e al sacrificio straordinario dei lavoratori. Servono organici adeguati, una programmazione stabile e condizioni di lavoro sostenibili».
La richiesta del sindacato è un piano operativo integrato tra i due scali. Un piano, hanno spiegato Roccuzzo e Scollo, «che non venga rispolverato soltanto durante le emergenze, ma che definisca stabilmente ruoli, capacità operative, infrastrutture, collegamenti e dotazioni di personale dei due scali».
Per la CGIL il potenziamento di Comiso deve andare avanti su due fronti insieme: investimenti nelle infrastrutture e occupazione stabile. Il sindacato lega la questione anche alla sicurezza organizzativa e alla credibilità dell’intero sistema aeroportuale del Sud-Est.
«Comiso non può essere considerato l’aeroporto da utilizzare soltanto quando Catania è in difficoltà», hanno concluso i due segretari. Le professionalità che oggi mandano avanti lo scalo, secondo loro, vanno valorizzate con una programmazione certa. «Non è accettabile che ogni emergenza venga affrontata come se fosse la prima».



