I proprietari di casa hanno tempo fino al 31 dicembre 2026 per pagare i lavori che danno diritto alle detrazioni fiscali. Per l’Agenzia delle Entrate vale il principio di cassa: conta la data in cui viene disposto il bonifico parlante, non quella in cui il cantiere finisce.
Non servono ristrutturazioni profonde: bastano interventi piccoli, che partono in fretta, purché saldati prima dell’anno nuovo. Alla scadenza mancano poco più di tre mesi. Le opere ancora agevolabili si dividono in cinque gruppi: sicurezza domestica, impianti, efficienza energetica, bagno e accessibilità, arredi.
Sicurezza della casa
Il capitolo più ampio riguarda la protezione dell’abitazione. Rientrano la sostituzione o l’installazione di porte blindate, serrature ad alta sicurezza, catenacci, spioncini e casseforti a muro, ma anche impianti d’allarme, sensori di presenza, rilevatori d’effrazione sugli infissi e centraline collegate alla vigilanza.
Valgono anche le tapparelle, se cambiano materiali o colori, le tapparelle metalliche di sicurezza, le saracinesche e le recinzioni murarie. La sola tinteggiatura, o una riparazione isolata, non dà diritto ad alcuna agevolazione.
Impianti e prevenzione
Tra gli interventi di messa a norma c’è il rifacimento dell’impianto elettrico, completo o parziale, purché accompagnato dalla dichiarazione di conformità. Vale anche la sostituzione di una singola presa difettosa, se fatta per ragioni di sicurezza.
Sul fronte della prevenzione dei rischi domestici sono agevolabili i rilevatori di fughe di gas, la sostituzione del tubo del gas, i vetri antinfortunio o antisfondamento, il cablaggio strutturato dell’immobile e i corrimano di sicurezza lungo le scale.
Energia, infissi e caldaie
Per abbassare le bollette si può intervenire con pannelli fotovoltaici o con il solare termico per l’acqua calda sanitaria. In questi casi è prevista la pratica Enea, da presentare entro 90 giorni. Le detrazioni passano dall’Ecobonus o dal bonus ristrutturazioni.
Sono agevolabili anche gli infissi, se cambiano materiali o prestazioni, e l’isolante posato nel sottotetto per ridurre le dispersioni di calore.
Cambiano invece le regole per il riscaldamento. Dal 2025 sono scattati i limiti sui combustibili fossili puri: restano incentivabili i sistemi ibridi, cioè pompa di calore più caldaia a condensazione, le pompe di calore e i generatori a biomassa.
Bagno, barriere e amianto
In bagno la distinzione è netta. Sostituire sanitari o piastrelle è manutenzione ordinaria e non dà diritto al bonus, a meno che l’opera non rientri nel rifacimento integrale del bagno e dei relativi impianti.
Fa eccezione la vasca sostituita con la doccia, se l’intervento è progettato per abbattere le barriere architettoniche: servono piatto doccia a filo pavimento e sportello. Nella stessa categoria rientrano rampe, montascale e montacarichi. Agevolata anche la bonifica dall’amianto, per esempio la rimozione dell’eternit nel sottotetto.
Bonus Mobili e pagamenti
Chi vuole acquistare arredi o grandi elettrodomestici ad alta efficienza con il Bonus Mobili deve rispettare un vincolo: la data di inizio dei lavori di ristrutturazione o manutenzione deve precedere l’acquisto dei beni.
Prima di pagare va controllata la causale del bonifico parlante, con il codice fiscale del beneficiario e la partita Iva o il codice fiscale dell’impresa, e vanno conservate le fatture. Per gli interventi in edilizia libera, senza Cila, basta una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che attesti la data di avvio delle opere.



