Arrivò! La prima vittoria in D dopo più di tre lustri di attesa, arrivò. Ed arriva di nuovo la vittoria in campionato al Pietro Scollo dopo le ultime tre tutte perse: due nella scorsa Eccellenza e una nella quarta serie di quest’anno contro la Reggina. Bel Modica quello visto ieri. Tanto bello quanto sprecone. Io ne ho contate 17 (potenza della cabala) di occasioni sprecate. Ma forse, considerate anche le situazioni di gioco, erano pure di più. Si, l’11 vs 10 ha aiutato ma anche in parità numerica per almeno 4 volte la squadra di Filippo Raciti poteva metterla dentro. Invece è stata la saga e la sagra dello spreco. Impressionante. Siparietto di fine gara: incrocio Mattia Pitino e gli dico: “Manco con le mani riusciamo a far gol”. Risposta di Mattina: “Effettivamente l’abbiamo fatto con il petto, più vicino alle mani che ai piedi”. Risposta esatta, Mattia!
E se uno pensa a quello che il Favara Castrum ha sbagliato all’ultimo secondo o giù di lì… Roba che se segnavano e facevano l’1-1 c’era da pensare ad un altro tipo di castrum. Filippo Raciti deve lavorare sul perché questo Modica semini, semini, semini e raccolga poco quando nulla. Tra Ragusa, Reggina e Sambiase i gol ‘mangiati’ (ecco come ritorna una bella parolina del giornalista boomer) sono stati troppi. E non va bene. Perché ieri l’hai sfangata ma con la capolista (che ne fa 3 o 4 a tutti tranne che al Modica) e in terra di Calabria ti è andata male. A proposito: il Modica ha perso due partite su quattro, è vero. Ma guardando la classifica ha perso con la prima e la seconda e tutte due le volte per 1-0 e in modo immeritato. Così, tanto per puntualizzare. Così come puntualizzerei un’altra cosuccia. E cioè che ieri Reinero ne ha sbagliato uno che era cosa r’ammazzallu ma è altrettanto vero che questo 32enne argentino che di nome fa Ariel, nelle 6 gare ufficiali di stagione giocate dal Modica -e neppure una per intero- ne ha già fatti 3. E siccome il suo mestiere è fare gol, se me ne assicura uno a partita anche sbagliandone uno clamoroso, ci sto e ci metto firma. Piuttosto ho clamorosamente ciccato il pronostico del Pierce che fa gol ma la colpa è sua perché ne ha avuto almeno 3 (ma forse di più) di situazioni per non smentirmi. Non vorrei che gli facessi antipatia e che lo faccia apposta a sbagliare gol facili. Ovviamente lo si scrive per celia.
Ieri superlativi i ‘quinti’ Giardina e Asero, bene Garufi (quando lo si giudica, si guardino le partite con gli occhi e la mente e non con la ‘pancia’ per non dire altro…) e bene anche Romano. Per una gran parata quando eravamo ancora 0-0 in un pomeriggio che per lui era stato sino a qual momento di quasi NASPI. Ma anche per quella punizione che avrebbe meritato miglior fortuna; ed è stato bravo il portiere favarese e sventarla. Se qualcuno mi chiedesse se mi è piaciuto il Modica contro il Favara nella quarta di serie D girone I disputata ieri al Pietro Scollo, direi assolutamente si. Si e si. Convinto e convintissimo. Poteva finire in ‘goleada’ (yes, I’m a boomer journalist) ed invece è finita ‘a tiratina ri cuoddu’. Ma si è vinto, la classifica dice 4, si va a Siracusa un po’ più tranquilli e si lavora meglio.
Da domani però. Perché dopo 13 giorni di filata fra allenamenti, trasferte da 5 ore, rientri in nottata, sedute e partite, oggi si tira il fiato. E Raciti? Soddisfatto a fine gara l’allenatore del Modica; rammaricato per i gol sbagliati anche ieri, per nulla preoccupato perché la squadra comunque gioca e le occasioni se le crea, accigliato il giusto più per la tensione post gara che per altro, con ringraziamenti ai ragazzi che mi sembrava di sentire Allegri -se non fosse che il suo accento sa di Etna e non di Chianti- e con analisi della partita lucide e vere. Compresa anche qualche velata frecciatina ad un ambiente dove c’è sempre quello che parla per dar fiato alla bocca e non certo per competenza o perché sa. Insomma se Socrate -come ci ha tramandato Platone- diceva “so di non sapere” c’è qualcuno che invece “non sa di non sapere” e parla ammatula (per chi ci legge da Reggio Calabria in su spiego che trattasi di avverbio modicano che significa letteralmente inutilmente.
I sassolini nella scarpa, per il momento il mister che ha vinto tanto e perso pochissimo, se li tiene. Si gode la vittoria e come ieri sera mi ha scritto su whatsapp (lo so usare anch’io nonostante i 60 lasciati da mò): “Abbiamo tanto da lavorare però la vittoria te lo fa fare nel miglior modo possibile”. Risposta esatta anche la tua, mister! Buon lavoro e ci si vede al De Simone



