Scicli ha chiuso domenica 20 settembre Limestone 2026, la rassegna culturale promossa dalla Fondazione Confeserfidi di Scicli. Per due fine settimana di settembre ha portato il pubblico tra Villa Ruben, il Museo del Costume e la chiesa di Santa Maria La Nova. Il programma è dedicato a storia, archeologia, paesaggio e identità della città scolpita nella pietra.
L’ultimo fine settimana, sabato 19 e domenica 20 settembre, ha messo in programma le visite al Museo del Costume, in via Mormino Penna. C’è stata anche la scoperta di documenti storici inediti delle Dame di Carità. In serata hanno aperto in via straordinaria la chiesa di Santa Maria La Nova, l’eremo del Beato Guglielmo e il Giardino. A Santa Maria La Nova hanno raccontato storie e luoghi Pietro Di Rosa, Valentina Pensiero e don Ignazio La China. Sabato sera c’è stata anche una degustazione.
Il percorso naturalistico collegato a Villa Ruben è stato un altro dei luoghi della rassegna. Secondo gli organizzatori, a ogni turno dei due sabato e delle due domeniche hanno partecipato decine di persone. Le richieste sono continuate ad arrivare anche nei giorni successivi.
«Sono estremamente soddisfatta» ha detto Paola Dantoni, vicepresidente della Fondazione Confeserfidi di Scicli, che firma il progetto. «Le prenotazioni sono state tante ed il maltempo soprattutto nello scorso fine settimana, ha solo rallentato ma non certo fermato questa macchina organizzativa».
Hanno lavorato al programma EsplorAmbiente, Tanit, GoArt & Lab, la Pro Loco, Agire, il Centro Studi e Documentazione, il Museo del Costume e Triskele. Dantoni le ha viste operare «in perfetta sinergia e sintonia».
La presidente Martina Mililli, che ha coordinato l’organizzazione, ha definito le giornate «sicuramente intense anche faticose». Ha attribuito il risultato alle associazioni: «Senza il loro lavoro, la passione, la cura, nulla sarebbe stato possibile».
Lo sguardo degli organizzatori è già rivolto a settembre 2027.




