Le famiglie con figli a carico attendono l’assegno unico di settembre 2026: per le mensilità senza variazioni di importo rispetto ad agosto, gli accrediti sono previsti lunedì 21 e martedì 22 settembre.
La prestazione viene riconosciuta dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni del figlio, senza limiti di età per i figli con disabilità. Il calendario prevede tempi differenti per chi riceve un primo pagamento o attende un conguaglio.
Per gli assegni già in corso e che non hanno subito variazioni rispetto al mese precedente, l’accredito della mensilità di settembre arriverà quindi il 21 o il 22 settembre 2026. È questa la prima finestra utile per la maggior parte delle famiglie beneficiarie.
Una tempistica diversa riguarda chi ha presentato una nuova domanda a luglio. In questo caso, la prima mensilità viene erogata nell’ultima settimana di settembre. Nella stessa finestra rientrano gli importi legati a un conguaglio, sia a credito sia a debito.
Il calendario distingue dunque gli assegni ordinari dai primi pagamenti e dai conguagli. Per questi ultimi, il periodo indicato è l’ultima settimana del mese, compresi gli eventuali arretrati collegati all’aggiornamento dell’ISEE.
Chi attende l’accredito può controllare lo stato della domanda attraverso il fascicolo previdenziale del cittadino nell’area riservata dell’INPS. L’accesso avviene con SPID, CIE o CNS.
Nel Centro Notifiche dell’INPS è inoltre possibile verificare quando arriva l’assegno unico. Il servizio consente ai beneficiari di avere un’indicazione sull’accredito senza attendere l’effettiva disponibilità della somma.
Per chi ha aggiornato l’ISEE al 2026, l’importo spettante tiene conto della rivalutazione annuale dell’1,4 per cento. La somma base varia da 58,30 euro per chi non presenta l’ISEE o supera la soglia di 46.582,71 euro fino a 203,80 euro per la fascia con ISEE fino a 17.468,51 euro.
Le soglie e gli importi aggiornati sono riportati nella circolare INPS n. 7/2026. Nel primo quadrimestre del 2026, secondo l’ultimo osservatorio statistico citato, sono stati erogati 6,6 miliardi di euro alle famiglie, dopo i 19,8 miliardi del 2025.
L’assegno unico ha raggiunto oltre 6 milioni di nuclei familiari, per un totale di 9,5 milioni di figli beneficiari. Per la mensilità di marzo, l’importo medio per figlio, comprese le maggiorazioni applicabili, è stato di 173 euro.
Il prossimo adeguamento potrebbe arrivare nel 2027. Le previsioni riportate indicano una rivalutazione del 2,9 per cento, ma il dato resta in attesa dell’ufficialità del decreto del Ministero dell’Economia. Con questa ipotesi, l’importo minimo passerebbe da 58,30 a 59,99 euro e quello massimo da 203,80 a 209,71 euro.
La stessa rivalutazione porterebbe la soglia ISEE per ottenere l’importo massimo da 17.468,51 a 17.975,09 euro e quella oltre la quale spetta l’importo minimo da 46.582,71 a 47.933,60 euro. Gli importi rivalutati del 2027 sarebbero erogati da febbraio, con il conguaglio degli arretrati spettanti dall’inizio dell’anno nella mensilità di marzo.




