Salvatore Cavallaro, ex ciclista professionista originario di Paternò, è morto nella notte tra sabato 12 e domenica 13 settembre all’ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa, tredici giorni dopo essere rimasto ferito in un incidente in bicicletta a Donnalucata, frazione di Scicli. Cavallaro era caduto da solo, senza il coinvolgimento di altri veicoli, lo scorso 31 agosto, e da quel momento non si era più ripreso.
Le sue condizioni erano apparse gravi fin dalle prime ore del ricovero. Nonostante i tentativi dei sanitari, il quadro clinico non ha mai registrato un miglioramento stabile, fino all’arresto cardiaco delle ultime ore che gli è stato fatale.
Cavallaro, nato il primo aprile, viveva a Paternò, in provincia di Catania, ed era conosciuto nell’ambiente del ciclismo per il suo passato da professionista.
A darne notizia è stato il figlio Alessandro Cavallaro, che ha affidato ai social un messaggio in ricordo del padre. «Il mio eroe è tornato alla casa del Padre, con sua madre Barbara e suo padre Liberato», ha scritto, riunendo idealmente Salvatore ai genitori già scomparsi.
Nel testo, il figlio descrive un uomo che non si è mai arreso, capace di scalare ogni muro e di affrontare ogni ostacolo «di petto». Ne accosta la figura a quella di sportivi e personaggi che hanno segnato la storia italiana, da Pietro Mennea a Franco Baresi, da Marco Pantani a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, fino a Giovanni Paolo II.
«Eri amore puro», scrive ancora Alessandro, descrivendo un padre presente, che non ha mai fatto mancare nulla ai figli né ai nipoti.
La salma sarà trasferita lunedì 14 settembre dall’ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa all’abitazione della famiglia. I funerali si terranno martedì 15 settembre nel pomeriggio nella chiesa di Santa Barbara a Paternò, aperti a quanti vorranno dare l’ultimo saluto.
«Ripòsati, ne hai veramente bisogno, anche se conoscendoti stai già pensando a qualche sfida», ha scritto Alessandro Cavallaro, chiudendo il suo messaggio.



