“Le quattro raffinerie siciliane di Priolo, Augusta, Milazzo e Gela hanno lavorato nel 2023 quasi 30 milioni di tonnellate di greggio, il 41,3% di tutta la raffinazione italiana, secondo i dati dell’Unione Energie per la Mobilità (Unem). Le accise sullo stesso carburante restano però un’entrata dello Stato: alla Regione non arriva nulla, nonostante gli articoli 36 e 37 dello Statuto speciale prevedano una fiscalità differenziata sulle attività industriali svolte nell’Isola”. E’ quanto si legge in una lunga nota stampa a firma di comincia così una lunga nota di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea a firma di Nicola Candido della Direzione Nazionale
“Il nodo non è nuovo, ma resta bloccato da anni. Un accordo tra Stato e Regione firmato nel 2021 – si legge nella nota stampa – aveva già definito la questione delle accise «sin qui irrisolta», rinviando la materia a una revisione complessiva delle norme di attuazione finanziaria dello Statuto. Nel maggio 2025 il governo regionale ha annunciato la riapertura del tavolo con il ministero dell’Economia proprio sugli articoli 36 e 37, senza che da allora siano stati resi noti sviluppi concreti.
Sui territori restano intanto i costi diretti della presenza industriale: il consumo di suolo, il rischio legato agli impianti, le bonifiche ancora aperte nelle aree di Priolo, Melilli, Augusta, Milazzo e Gela, dove la raffinazione e la petrolchimica sono insediate da decenni.
Il paradosso si vede anche alla pompa. A settembre 2026 il prezzo medio dei carburanti in Sicilia è tra i più alti d’Italia: circa 2,19 euro al litro per il gasolio e 2,07 euro per la benzina, nonostante l’Isola ospiti una delle maggiori concentrazioni di raffinazione del Paese.
Le richieste che tornano a circolare in ambito politico regionale riguardano il riconoscimento delle prerogative fiscali della Regione sulle attività industriali dell’Isola, una quota del gettito generato dalla filiera energetica, un piano di bonifica dei territori industriali, investimenti nella transizione energetica e misure a tutela dell’occupazione nelle aree della raffinazione e della petrolchimica.
Al momento non risulta fissata una nuova data per l’incontro tra Regione e ministero dell’Economia sull’attuazione degli articoli 36 e 37 dello Statuto”.



