La domanda più bella a metà più o mena della conferenza stampa che ha tenuto a battesimo la nuova Sala Stampa al Pietro Scollo, ben sistemata ed allestita dal Modica Calcio, dal suo ‘Stadio Manager Saro Iemmolo, dal suo addetto stampa Andrea Frasca e dal vulcano social Leandro Floridia. La domanda è di un giovane giornalista –credo sia di RTM e mi perdonerà se ho dimenticato nome e cognome ma alla mia tanto veneranda quanto non venerabile età può succedere– con destinatario Mattia Pitino. Più o meno, faceva così: “Ma lei, quando cinque anni fa tutto questo è iniziato, pensava di poter giocare contro la Reggina in così poco tempo?” Pitino, ha risposto in un misto di orgoglio e felice preoccupazione che sì, forse c’ha pure sperato, che avrà commesso qualche errore ma che adesso è arrivato lì dove voleva. Caro Mattia, ma di quali errori parli? Gli errori nel calcio e nello sport, per come li intendo io, sono altri e non ne hai commessi né tu né chi ha condiviso la strada con te e la sta ancora condividendo.
Perché non vincere –ti è successo per 3 anni su 5 e in 2 di questi ci sei arrivato ad un passo dal farlo…– non è un errore né tantomeno un fallimento. Vuoi che ti ricordi una famosa frase di Michael Jordan: “Nella mia vita ho sbagliato più di novemila tiri, ho perso quasi trecento partite, ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto”. Ecco, oggi sei in D, domani giochi contro la Reggina, hai scritto e scrivi pagine nobili del calcio rossoblù e altre ne scriverai e ne scriverete perché non avrai perso 300 partite –sicuramente molte meno– ma qualcuna si e proprio per questo, hai vinto! E continuerai/rete a farlo.
Con la conferenza stampa che apre le porte a Modica-Reggina di domani, il Modica poggia la pietra miliare della sua risalita verso il calcio che va oltre lo Stretto. Il calcio dilettantistico siculo è alle spalle con 5 anni fatti di due campionati, una coppa e una Supercoppa vinti; di un paio di finali play off persi e di qualche amarezza. Ma soprattutto della certificazione che il rossoblù è tornato ad avvolgere la città di Modica. Come dimostra la quasi quota 400 di abbonamenti, gli oltre 1.000 biglietti già piazzati in prevendita per la partita di domani e quel respirare di nuovo calcio in una città che lo aveva dimenticato. Belle le parole spese dall’AD Peppe Rizza parlando della curva C e dell’impegno dell’amministrazione comunale per realizzarla in tempi record e di come sia davvero tutto pronto per il Modica-Reggina. Belle le parole di Luca Gugliotta nel raccontare di un cammino che deve arrivare alla meta di una società vincente e sostenibile (anzi sostenibile per essere vincente e duratura). E belle le parole emotivamente palpabili di Mattia Pitino nel dire che domani sarà una gara da vivere con rispetto e senza paura. Che fanno il paio con quelle di mister Filippo Raciti che ha parlato della ‘corazzata’ (termine da retaggio di giornalismo di noi boomer della penna e del taccuino) Reggina come di una squadra da affrontare con la ferma convinzione di avere comunque lo stesso obiettivo: fare punti! Rispetto per l’amaranto più famoso del calcio italiano ma non paura. Considerazione non sudditanza.
Con quattro volti nuovi a completare la rosa: Parraga Sanchez portiere scuola Atletico Madrid; Wilkerg Castillo giovane centrocampista di prospettiva; Matias Giardina altro bel prospetto ed uno che in mezzo fa certezza; Housem Ferchichi, 30 anni e un passato sparso fra Palermo, Livorno, Vicenza, Marsala, Mestre ed altro. E due di questi, potremmo vederli titolari domani, ore 15, stadio Pietro Scollo in contrada Caitina. Arbiterà Giacomo Pasquetto di Crema con un paio di assistenti di Barcellona Pozzo di Gotto. ( di Salvatore Cannata)



