Ragusa – Il comitato spontaneo di Punta di Mola ha tenuto il secondo incontro sull’emergenza erosione nel tratto costiero tra il porto e Punta di Mola. Ha chiesto interventi urgenti per proteggere la strada che costeggia la costa. All’incontro hanno partecipato il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale Peppe Calabrese e il segretario cittadino del Pd Riccardo Schininà. Presente anche il deputato regionale del Pd all’Assemblea Regionale Siciliana Nello Dipasquale.
«Il problema non riguarda più soltanto la progressiva scomparsa della spiaggia», ha dichiarato il comitato. «Le mareggiate stanno scavando sotto la costa e l’erosione interessa ormai l’area a ridosso della sede stradale. Per questo riteniamo che la difesa della costa debba precedere qualsiasi altro intervento di riqualificazione. Non possiamo aspettare che si verifichi un cedimento per cominciare ad affrontare il problema».
Nel corso dell’incontro sono state discusse diverse ipotesi di intervento, sia a livello comunale sia attraverso la programmazione regionale. Dipasquale ha assunto l’impegno di verificare presso la Regione Siciliana se Punta di Mola sia stata inserita nella pianificazione degli interventi contro l’erosione costiera. Quella pianificazione è stata predisposta dopo gli eventi meteorologici estremi degli ultimi anni. Ha annunciato anche che accerterà la situazione presso il Genio delle opere marittime. Verificherà anche la disponibilità di risorse regionali per finanziare un intervento strutturale di protezione della costa.
Tra le ipotesi discusse c’è anche il possibile riutilizzo dei blocchi di cemento depositati da decenni nell’area di Cozzo Cappello. Il comitato li valuta come materiale per la difesa della costa. Prima di qualsiasi decisione andranno chiariti due aspetti: a chi appartengono i manufatti e se siano ancora utilizzabili dal punto di vista tecnico. Pesa, in particolare, il lungo tempo trascorso dalla loro realizzazione.
«È un’ipotesi che merita di essere approfondita perché, se risultasse tecnicamente e giuridicamente percorribile, consentirebbe di affrontare contemporaneamente due problemi: contribuire alla protezione della costa e liberare l’area di Cozzo Cappello dalla presenza di una grande quantità di manufatti in cemento abbandonati da decenni», ha spiegato il comitato. «Ma vogliamo procedere con serietà: prima occorrono tutte le verifiche necessarie».
Resta aperto anche il confronto con l’amministrazione comunale. Il comitato ribadisce la richiesta di un progetto complessivo per l’intera fascia costiera compresa tra il molo di Ponente e Punta di Mola. Chiede anche di conoscere quali interventi il Comune abbia già programmato per la difesa della costa e la successiva riqualificazione dell’area. Durante l’incontro è emersa anche la necessità di un confronto diretto tra il sindaco e i residenti.
«La riqualificazione, il decoro, l’accessibilità e una migliore fruizione della scogliera rimangono obiettivi fondamentali del nostro comitato», ha dichiarato il comitato. «Ma oggi dobbiamo stabilire un ordine delle priorità: prima bisogna fermare l’erosione e mettere in sicurezza la costa, poi potremo costruire un progetto capace di restituire dignità e servizi a tutto il tratto compreso tra il porto e Punta di Mola».
Il comitato proseguirà il confronto con Calabrese, Dipasquale e Schininà. Un nuovo incontro è previsto dopo le verifiche che Dipasquale ha annunciato presso gli uffici della Regione Siciliana. Servirà a fare il punto sulle risorse disponibili e sui passaggi istituzionali successivi.



