L’INPS ha avviato il recupero della quattordicesima sulle pensioni della Gestione privata riconosciuta in base ai redditi del 2021. Dal cedolino di agosto 2026, i pensionati a cui la somma aggiuntiva è stata revocata si vedranno trattenere ogni mese una quota fino a esaurimento del debito — in 24 rate consecutive.
La misura riguarda chi non ha presentato entro il 19 settembre 2025 la dichiarazione della situazione reddituale richiesta dall’Istituto. L’assenza di quella comunicazione ha innescato, lo scorso 25 maggio 2026, la revoca definitiva delle prestazioni erogate in via provvisoria sull’anno reddito 2021. A completamento dell’elaborazione, l’INPS ha ora definito i piani di rientro.
Sono due le voci oggetto di recupero. La prima è la quattordicesima vera e propria — la cosiddetta somma aggiuntiva introdotta dal decreto-legge 81/2007 — corrisposta nel 2021 in prima erogazione e, per alcune posizioni, nel 2022 a seguito di una successiva attribuzione. Il recupero avviene in 24 rate mensili. La seconda voce è l’importo aggiuntivo di 154,94 euro previsto dalla legge 388/2000: anche questo erogato tra il 2021 e il 2022, ma restituito in tempi più stretti — 12 rate mensili, sempre a partire da agosto.
I pensionati interessati hanno ricevuto o riceveranno una raccomandata con valore di notifica ufficiale del provvedimento di revoca, con indicazione delle modalità di recupero specifiche per la loro posizione. L’Istituto ha completato l’elaborazione di tutte le posizioni coinvolte.
Chi ritiene di aver presentato la dichiarazione reddituale nei termini o di non rientrare nei criteri di revoca può rivolgersi a un patronato o contattare direttamente l’INPS per verificare la propria situazione prima che le trattenute entrino a regime. (Clicca qui INPS, messaggio n. 2514 del 29 luglio 2026)



