Rapine e furti di trattori e attrezzature nei fondi agricoli della piana di Catania: mercoledì mattina il Prefetto Pietro Signoriello ha riunito il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica a Catania, convocando anche i presidenti provinciali di Confagricoltura e Cia, Giosué Arcoria e Michelangelo Arena, per fare il punto su una serie di episodi che stanno mettendo sotto pressione le aziende agricole di sette comuni dell’area.
Tra i casi registrati ce n’è uno che va oltre il furto: una rapina vera e propria, con un lavoratore sorpreso dalla banda al momento dell’irruzione. Il gruppo agisce a volto coperto e con guanti in lattice, organizzato e rapido. Non è chiaro se si tratti sempre degli stessi soggetti.
I territori colpiti, secondo i dati raccolti da Confagricoltura Catania, sono quelli di Motta Sant’Anastasia, Castel di Judica, Raddusa, Paternò, Belpasso, Ramacca e Catania. I danni economici per le aziende colpite sono ingenti: i mezzi sottratti valgono spesso cifre a tre zeri, e in alcuni casi i produttori si trovano nell’impossibilità di sostituirli nell’immediato, con ricadute dirette sulle produzioni in corso.
Era stato lo stesso Arcoria a sollecitare l’intervento della Prefettura nei giorni precedenti, dopo un accumulo di denunce da parte di imprenditori agricoli di diversi comuni. «Vogliamo ringraziare il Prefetto Signoriello per aver ascoltato il nostro grido d’allarme», ha dichiarato il presidente di Confagricoltura Catania, «e con lui i vertici delle Forze dell’ordine provinciali che ci hanno annunciato il loro massimo sostegno per contrastare questo fenomeno che va immediatamente arginato. È stato un incontro proficuo. Sappiamo che l’estensione del territorio rende tutto più difficile ma ci hanno rassicurato evidenziandoci che ci sono numerose pattuglie a vigilare con costanza.»
Dall’incontro è emerso un elemento che le forze dell’ordine considerano decisivo: la denuncia. Arcoria lo ha ribadito con chiarezza: «Solo attraverso una precisa segnalazione alle forze dell’ordine la fotografia del fenomeno può essere chiara e reale. Di contro se non si denuncia i dati sono falsati e la situazione non sembra di reale allarme.» Un problema concreto: i dati della Prefettura mostrano andamenti difformi tra un comune e l’altro — diminuzione dei reati in alcune zone, aumento in altre — ma la loro affidabilità dipende direttamente dal tasso di denuncia, ancora parziale.
«Noi continueremo a vigilare», ha concluso Arcoria, «e sosteniamo il lavoro delle forze dell’ordine che ci hanno ribadito il loro massimo impegno e vicinanza.»



