Si è conclusa con una partecipazione significativa la giornata di sciopero dei medici di medicina generale della provincia di Ragusa, che ieri hanno incrociato le braccia per l’intera giornata, organizzando, in mattinata, un sit‑in in piazza Igea, dinanzi alla direzione generale dell’Azienda sanitaria provinciale. L’iniziativa, promossa dalle organizzazioni sindacali della categoria Fimmg, Fmt e Snami, ha visto la presenza di professionisti provenienti da tutto il territorio provinciale, con una percentuale di adesione stimata intorno al 70% degli ambulatori chiusi.
La mobilitazione ha riunito medici con diverse anzianità di servizio, dai più giovani ai professionisti prossimi alla pensione, in un fronte comune volto a richiamare l’attenzione sulle criticità che interessano la medicina del territorio. Nel corso del sit‑in sono stati evidenziati i principali nodi organizzativi che, secondo la categoria, incidono sulla qualità dell’assistenza e sulla capacità dei medici di famiglia di rispondere ai bisogni dei cittadini. Tra i temi sollevati figurano il peso crescente degli adempimenti burocratici, le difficoltà legate alle liste d’attesa, la richiesta di un maggiore coinvolgimento nei processi decisionali aziendali e la necessità di rafforzare il modello di concertazione che per anni ha caratterizzato la sanità provinciale.
La protesta ha registrato anche la presenza di rappresentanti istituzionali e amministratori locali, a testimonianza dell’attenzione che la questione della medicina territoriale continua a suscitare nel dibattito pubblico. Il sit‑in si è svolto in un clima ordinato, con la piazza presidiata dalle forze dell’ordine per garantire il regolare svolgimento dell’iniziativa.
La direzione sanitaria dell’Asp ha annunciato la convocazione di un tavolo di confronto alla Consulta dei sindaci previsto per il 4 agosto. La giornata del 31 luglio si chiude dunque con una forte adesione allo sciopero e con la conferma della necessità di un confronto strutturato tra medici di famiglia e Azienda sanitaria provinciale. Le organizzazioni sindacali hanno manifestato la disponibilità a proseguire il dialogo nelle sedi istituzionali, auspicando che il tavolo del 4 agosto possa rappresentare un primo passo verso la ricomposizione delle criticità e la definizione condivisa delle priorità per la medicina territoriale ragusana.



