La CNA territoriale di Ragusa ha portato all’Assemblea regionale siciliana il dossier sulle difficoltà delle imprese iblei. Martedì la delegazione — composta dal presidente Giampaolo Roccuzzo e dal segretario territoriale Carmelo Caccamo — è stata ascoltata dalla seconda commissione Bilancio dell’ARS, alla presenza dell’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino, del presidente di commissione Dario Daidone e di diversi deputati, tra cui Giorgio Assenza e Ignazio Abbate, quest’ultimo promotore della convocazione.
Il nodo più urgente, secondo la CNA, è infrastrutturale: Ragusa è un territorio ad alta densità produttiva, ma isolato. L’associazione ha chiesto un impegno preciso sul completamento del lotto Modica-Scicli della Siracusa-Gela, e interventi sulle micro-opere viarie locali che condizionano ogni giorno la mobilità delle aziende. Senza quelle strade, la competitività delle imprese si erode prima ancora che sul mercato.
Sul fronte dei finanziamenti, la questione più urgente riguarda il bando regionale “Più Artigianato”: le somme destinate a sostenere scorte e investimenti delle imprese artigiane risultano bloccate. Roccuzzo ha ricordato che la provincia di Ragusa figura tra le più efficienti nell’utilizzo dei fondi regionali, e che un blocco prolungato «rischierebbe di creare danni economici gravissimi alle aziende che hanno già investito».
La delegazione ha chiesto inoltre di rendere operativa la nuova procedura del credito d’esercizio ex Crias — misura già definita nelle sue linee, ma ancora non esecutiva — che consentirebbe alle imprese artigiane di accedere a 50.000 euro in cinque anni, rispetto agli attuali 30.000 in tre anni. Una modifica che cambierebbe in modo concreto la capacità di investimento di molte piccole aziende.
Altro capitolo dell’audizione: il rilancio dei centri storici. Carmelo Caccamo ha indicato l’istituzione di un fondo specifico per sostenere nuove aperture di attività artigianali e commerciali nei quartieri storici, colpiti da uno spopolamento progressivo. «Rivitalizzare i centri storici significa sostenere le attività artigianali e commerciali, creare lavoro e restituire vitalità ai quartieri», ha dichiarato il segretario. La CNA ha collegato a questo tema anche la programmazione sull’edilizia scolastica, che ha ricadute dirette su impiantisti, edili e fornitori locali.
L’audizione è stata giudicata costruttiva da entrambe le parti. La CNA ha annunciato che continuerà a seguire l’iter delle proposte presentate.


