Gela, tredici pitbull sono stati sottoposti a sequestro preventivo e affidati a strutture messe a disposizione dall’amministrazione comunale. Il provvedimento è stato eseguito giovedì 10 settembre dalla Polizia di Stato e dall’Arma dei Carabinieri su disposizione del Gip del Tribunale di Gela, su richiesta della Procura. Sei persone risultano indagate nell’inchiesta sui combattimenti clandestini e sulle scommesse legate agli animali.
L’indagine è partita da un controllo del Commissariato di Gela nell’abitazione di uno degli indagati. I poliziotti, insieme a personale medico veterinario, stavano cercando un cagnolino scomparso nella zona, che alcuni testimoni avevano visto con l’uomo. Durante l’intervento è stato trovato un pitbull con evidenti lesioni sul muso e sul corpo, ritenute riconducibili a segni di lotta con altri cani.
Il successivo lavoro investigativo, coordinato dalla Procura di Gela, ha coinvolto anche i Carabinieri della Sezione Operativa Antibracconaggio e Reati in danno degli Animali del raggruppamento CITES di Roma, il Nucleo Cites di Palermo e il Centro Anticrimine Natura di Agrigento. Gli accertamenti hanno riguardato sei abitazioni: i tredici cani sono stati trovati in quattro di queste. Quattro animali erano ancora cuccioli e una era incinta.
Nel corso delle perquisizioni sono state sequestrate anche attrezzature ritenute destinate all’allenamento dei cani, tra cui tapis roulant, catene, guinzagli con moschettoni e pesi utilizzati per potenziare la mascella. Sono stati trovati anche farmaci, integratori e sostanze anabolizzanti. Alle operazioni hanno partecipato trenta persone tra poliziotti, carabinieri e medici veterinari dell’Asp di Palermo.
Gli investigatori hanno ricostruito un’attività che avrebbe coinvolto soggetti residenti a Gela e in altri comuni siciliani, tra cui Palermo, Palma di Montechiaro e Agrigento, oltre a persone residenti in altre regioni, compresa la Campania. Secondo la ricostruzione investigativa, gli incontri venivano registrati e i video diffusi attraverso social media e piattaforme di messaggistica.
La visione dei contenuti presenti nei telefoni sequestrati avrebbe consentito agli investigatori di acquisire elementi sulle condotte contestate agli indagati. Le chat e i video esaminati riguardavano diversi incontri clandestini tra cani e, secondo gli accertamenti, anche la promozione di queste attività.
Le gare erano legate a scommesse di importo variabile. Prima degli incontri venivano stabiliti il peso dei cani, la somma da puntare e il luogo in cui affrontarsi. In alcuni casi, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il combattimento doveva svolgersi in un cosiddetto «campo neutro», fuori dalla provincia di appartenenza dei due contendenti.
Il sequestro preventivo dei tredici pitbull è stato disposto dall’autorità giudiziaria alla luce dei gravi indizi raccolti nell’attività investigativa. Gli animali sono stati affidati a strutture individuate con la disponibilità del Comune di Gela, incaricate della custodia e della cura. È prevista anche la riabilitazione comportamentale e, se le condizioni lo consentiranno, il successivo reinserimento degli animali. Clicca qui per VIDEO



