Un bambino di un anno e mezzo, Alessio Pio, è morto all’ospedale di Catanzaro. Altri quattro piccoli che frequentano il suo stesso asilo, la Family baby school di Tropea, sono stati ricoverati nei giorni scorsi con sintomi simili — gastrointestinali, secondo quanto riferito — riconducibili forse a un batterio. Tre sono già stati dimessi. Uno resta in ospedale a Catanzaro, e sulle sue condizioni al momento non trapela nulla.
La Procura di Vibo Valentia ha aperto un fascicolo. I genitori del bimbo morto hanno sporto denuncia in Questura, la cartella clinica è stata sequestrata e i magistrati hanno disposto anche il sequestro della salma. L’autopsia sarà fissata nelle prossime ore.
La sequenza, per come è ricostruibile finora, è questa. Alessio Pio era stato ricoverato inizialmente in una struttura sanitaria di Vibo Valentia. Poi il quadro clinico è peggiorato, ed è scattato il trasferimento a Catanzaro, avvenuto ieri mattina. Lì i medici avrebbero riscontrato il sospetto di una setticemia. Hanno provato a intervenire. Non è bastato.
Intanto la macchina sanitaria si è messa in moto. All’Asp di Vibo Valentia è aperto un vertice d’urgenza: il commissario straordinario Angelo Vittorio Sestito, con i suoi collaboratori più stretti, sta cercando di capire ogni singolo passaggio della vicenda. Sestito ha confermato che una Pec era già partita dall’asilo non appena erano emersi i primi casi, con una richiesta esplicita di indicazioni su come procedere.
La dirigente della scuola, Serena Miceli, racconta la sequenza dal suo punto di vista: “Abbiamo avuto notizia dei bambini ricoverati martedì, e già ieri pomeriggio abbiamo scritto all’Asp per chiedere come procedere vista l’insorgenza delle problematiche e abbiamo ricevuto risposta”. Nella stessa giornata l’asilo ha comunicato alle famiglie la chiusura delle attività.
Tra nido, primavera e infanzia, la Family baby school accoglie circa cento bambini in tutto. Nelle sole sezioni nido e primavera se ne contano una venticinquina: di questi, cinque hanno avuto sintomi più marcati degli altri.
Personale dell’Asp e della Questura è già entrato nella struttura per i primi accertamenti. Resta da capire come il batterio sia arrivato tra i bambini — un punto su cui ora dovrà fare chiarezza l’inchiesta della Procura.




