Torna a Ragusa il Premio Ragusani nel Mondo, appuntamento giunto alla 31ª edizione e in programma sabato 25 luglio in Piazza Libertà. Anche quest’anno la manifestazione promossa dall’associazione Ragusani nel Mondo racconta storie di donne e uomini legati al territorio ibleo che, attraverso talento, competenze e percorsi professionali di alto profilo, hanno saputo affermarsi in Italia e nel mondo.
Si apre così il racconto dei protagonisti dell’edizione 2026, cinque eccellenze e un Premio Speciale che rappresentano ambiti diversi, dalla medicina alla cultura, dalla navigazione all’architettura, dalla musica alla ricerca. Tra i premiati c’è Gianluca Caputo, architetto originario di Vittoria che oggi opera a Parigi nello studio Clé Millet architectes, realtà internazionale specializzata nella progettazione e nel restauro di luoghi dedicati alla cultura e alle arti.
Nato a Vittoria nel 1979, con un legame profondo anche con Marina di Ragusa, Caputo dopo il diploma al Liceo classico “S. Cannizzaro” sceglie di studiare architettura all’Università Iuav di Venezia, dove costruisce una formazione capace di unire sensibilità umanistica e ricerca progettuale.
Nel 2004 partecipa alla 9ª Biennale di Architettura di Venezia con il progetto per la riqualificazione ambientale della Cassa di Colmata A, realizzato con il Dipartimento di Progettazione Architettonica dello Iuav diretto dal professor Giancarlo Carnevale. Un’esperienza che segna l’inizio di un percorso destinato ad aprirsi alla dimensione internazionale.
Nel 2011 si trasferisce a Parigi e inizia la collaborazione con lo studio Clé Millet architectes, specializzato nella progettazione e nel restauro di teatri, conservatori, sale da concerto, musei e spazi espositivi. In pochi anni entra nella direzione dello studio fino a diventarne associato, partecipando alla realizzazione di importanti interventi nel settore culturale.
Tra i progetti più significativi figurano il restauro degli esterni delle Folies Bergère, la ristrutturazione e l’ampliamento del Théâtre Marigny sugli Champs-Élysées e il restauro della sala ad acustica variabile dell’IRCAM, una delle prime opere realizzate da Renzo Piano.
Negli ultimi anni il suo lavoro si è concentrato su alcuni dei principali luoghi della cultura francese ed europea, tra cui l’Opéra Bastille, il Conservatorio Nazionale di Musica e Danza di Parigi e il Théâtre National de la Danse de Chaillot, una delle più importanti istituzioni pubbliche dedicate alla danza contemporanea. Nel 2025 lo studio Clé Millet architectes ha inoltre vinto il concorso per la ristrutturazione della torre scenica del Palais Garnier, storica sede dell’Opéra National de Paris.
Un percorso costruito sulla capacità di coordinare professionalità diverse e confrontarsi con edifici complessi, dove architettura, storia, tecnologia e spettacolo devono dialogare. La sua visione progettuale si fonda su tre principi: qualità, flessibilità e sostenibilità, intesa anche come capacità degli spazi di adattarsi nel tempo alle nuove esigenze.
Accanto all’attività professionale, Caputo porta avanti un percorso di ricerca e divulgazione attraverso conferenze, partecipazioni a congressi e pubblicazioni dedicate all’architettura teatrale.
Oggi, pur lavorando nei grandi luoghi della cultura europea, mantiene un legame forte con la Sicilia e con il territorio ibleo, che continua a rappresentare una fonte di ispirazione.



