VITTORIA – Un incendio divampato all’alba tra via Gaeta e via Vicenza ha distrutto il negozio Serpy, lasciando solo macerie e una comunità commerciale scossa. Le prime verifiche delle forze dell’ordine – ancora in corso – indicano una probabile origine dolosa del rogo. Un’ipotesi che, se confermata, cambierebbe radicalmente la lettura dell’accaduto: non un semplice incidente, ma un atto di intimidazione contro un’attività economica della città.
Il fatto è avvenuto l’11 luglio, quando il quartiere era ancora immerso nel silenzio. I titolari del negozio, raggiunti dalle associazioni di categoria, hanno trovato la loro attività completamente compromessa. Non risultano feriti, ma i danni materiali sono ingenti e l’impatto psicologico evidente.
Una comunità commerciale sotto shock
A Vittoria, dove il commercio rappresenta una parte significativa del tessuto produttivo, l’episodio ha immediatamente sollevato timori e interrogativi. Confcommercio locale, provinciale e Federmoda Ragusa hanno espresso solidarietà ai titolari e preoccupazione per un segnale considerato grave.
Gregorio Lenzo, presidente di Confcommercio Vittoria, parla di un colpo inferto non solo a un negozio, ma alla città. La sua lettura è netta: un incendio doloso è un messaggio che richiede una risposta immediata. «La comunità deve respingere ogni tentativo di intimidazione», afferma, chiedendo un presidio costante del territorio. La richiesta nasce da un timore concreto: che episodi simili possano alimentare la sensazione di abbandono tra gli imprenditori.
Il settore moda già in difficoltà
Tra le voci più colpite c’è quella di Federmoda Ragusa. Il presidente provinciale, Daniele Russino, ricorda che il comparto vive da tempo una fase complessa. Per questo, vedere un negozio ridotto in cenere assume un peso particolare. «Colpire un’attività significa colpire il lavoro e la dignità di chi investe ogni giorno», sintetizza. Anche in questo caso, la richiesta è chiara: fare piena luce sull’accaduto e condannare senza esitazioni ogni gesto che metta a rischio la sicurezza degli operatori economici.
Il nodo sicurezza e la tenuta del territorio
La preoccupazione non riguarda solo l’episodio in sé, ma le sue possibili conseguenze. Gianluca Manenti, presidente provinciale di Confcommercio Ragusa, teme che fatti del genere possano minare la fiducia degli imprenditori e danneggiare l’immagine del territorio. «La criminalità, se non contrastata con decisione, può trovare terreno fertile», osserva. È un richiamo alla necessità di interventi tempestivi da parte delle istituzioni, affinché la legalità resti un punto fermo per chi fa impresa.
Il tema della sicurezza torna così al centro del dibattito locale. Non ci sono al momento elementi che colleghino l’incendio ad altri episodi, né risultano precedenti simili recenti nella zona: un dato che rende l’accaduto ancora più isolato e, proprio per questo, inquietante. Le indagini dovranno chiarire se si tratti di un gesto mirato o di un atto intimidatorio più ampio.
Solidarietà e attesa di risposte
Le associazioni di categoria hanno assicurato sostegno ai titolari di Serpy, mentre la comunità attende sviluppi dalle forze dell’ordine. La richiesta condivisa è una sola: ristabilire rapidamente un clima di sicurezza che permetta agli imprenditori di continuare a lavorare senza timori.
Per ora resta una certezza: un negozio bruciato all’alba non è solo una notizia di cronaca, ma un campanello d’allarme per un territorio che difende il proprio tessuto economico e chiede risposte chiare su quanto accaduto.



