Il bonus giovani previsto dal decreto Lavoro punta a incentivare la trasformazione dei contratti a tempo determinato in rapporti a tempo indeterminato attraverso uno sgravio contributivo destinato ai datori di lavoro. L’agevolazione può arrivare fino a 500 euro al mese per ciascun lavoratore stabilizzato, ma al momento non è ancora possibile presentare la domanda: l’Inps ha diffuso le istruzioni operative e attende di attivare il servizio online dedicato.
La misura non prevede un contributo economico diretto ai giovani. Il beneficio consiste nell’esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con l’esclusione dei premi e dei contributi dovuti all’Inail. Lo sgravio può essere riconosciuto per un massimo di 24 mesi, entro il limite di 500 euro mensili per ogni lavoratore interessato. Nei rapporti di lavoro part-time il tetto viene ridotto in proporzione all’orario previsto dal contratto.
Possono rientrare nell’incentivo i lavoratori che, al momento della trasformazione del contratto, non abbiano ancora compiuto 35 anni e che non siano mai stati assunti in precedenza con un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. L’obiettivo è favorire la stabilizzazione di rapporti già esistenti, non sostenere nuove assunzioni direttamente a tempo indeterminato.
Per accedere al beneficio, il contratto a termine deve essere stato avviato entro il 30 aprile 2026 e la trasformazione deve avvenire senza interruzioni del rapporto di lavoro. La durata complessiva del contratto a termine, prima del passaggio a tempo indeterminato, non può superare i 12 mesi.
L’agevolazione è rivolta ai datori di lavoro privati, compresi quelli del settore agricolo. Restano invece esclusi le Pubbliche amministrazioni, il lavoro domestico, i contratti di apprendistato, il lavoro intermittente o a chiamata e i rapporti di lavoro con qualifica dirigenziale.
Per ottenere lo sgravio sarà necessario presentare una richiesta attraverso il Portale delle Agevolazioni dell’Inps, nella sezione dedicata agli incentivi previsti dal decreto Lavoro. Le aziende dovranno essere in possesso di un Durc regolare, rispettare la normativa in materia di lavoro e sicurezza, applicare i contratti collettivi di riferimento e dimostrare un incremento occupazionale netto rispetto alla media dei dodici mesi precedenti.
L’Inps non ha ancora aperto la procedura telematica per l’invio delle domande. Un successivo messaggio dell’Istituto indicherà la data di attivazione del servizio e le modalità operative per richiedere l’incentivo.



