Partono il 20 e 21 luglio i pagamenti dell’assegno unico universale per le famiglie che non hanno registrato variazioni rispetto al mese precedente. A comunicarlo è l’Inps, che ha fissato il calendario degli accrediti per il mese di luglio. Tempi diversi, invece, per chi ha presentato una nuova domanda o ha aggiornato la propria situazione familiare o l’Isee: in questi casi il pagamento è previsto, in via orientativa, nell’ultima settimana del mese, dopo i controlli amministrativi.
La misura continua a rappresentare uno dei principali strumenti di sostegno alle famiglie italiane. Secondo l’ultimo osservatorio statistico dell’Inps, nei primi quattro mesi del 2026 sono stati erogati 6,6 miliardi di euro a favore di oltre 6 milioni di nuclei familiari, per un totale di più di 9,5 milioni di figli beneficiari. Nel 2025 la spesa complessiva aveva raggiunto i 19,8 miliardi di euro.
L’importo dell’assegno varia in base all’Isee e alle eventuali maggiorazioni previste dalla normativa. A marzo 2026 il valore medio riconosciuto è stato di 173 euro per figlio. Le famiglie con l’indicatore economico più basso possono arrivare a circa 227 euro per figlio, mentre chi supera la soglia massima prevista o non presenta un Isee valido riceve circa 59 euro.
Per il 2026 gli importi sono stati rivalutati dell’1,4%, in linea con l’adeguamento all’inflazione. L’importo massimo spetta ai nuclei con un Isee fino a 17.468,51 euro, mentre quello minimo viene riconosciuto a chi supera 46.582,71 euro o non presenta la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu).
L’assegno unico spetta per ciascun figlio a carico dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni, purché siano rispettati i requisiti previsti dalla legge. Per i figli con disabilità non è previsto alcun limite di età. Una volta accolta, la domanda resta valida anche negli anni successivi, salvo revoca, decadenza, rinuncia o altri motivi che ne comportino la cessazione. Rimane però l’obbligo di comunicare all’Inps eventuali variazioni del nucleo familiare.
Tra le maggiorazioni previste figurano quelle per i figli con disabilità, per le famiglie con almeno tre figli, per i figli successivi al secondo, per le madri con meno di 21 anni e per i bambini fino a tre anni quando entrambi i genitori lavorano. Anche questi importi vengono aggiornati annualmente.
Per ottenere la somma effettivamente spettante è necessario aggiornare ogni anno l’Isee attraverso la presentazione della Dsu. Chi non lo fa continua a ricevere l’assegno, ma nella misura minima prevista, senza poter beneficiare delle maggiorazioni collegate alla situazione economica e familiare.
Chi richiede l’assegno per la prima volta può presentare domanda sul portale dell’Inps utilizzando Spid, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi, oppure rivolgersi gratuitamente a un patronato. Il primo pagamento viene generalmente disposto entro la fine del mese successivo alla presentazione della richiesta.
L’accredito avviene tramite bonifico sul conto corrente indicato nella domanda. Per evitare ritardi è consigliabile verificare che l’Iban comunicato all’Inps sia corretto e intestato al richiedente. Sul Fascicolo previdenziale del cittadino è possibile consultare lo stato della domanda, gli importi riconosciuti e il calendario dei pagamenti.



