Le famiglie che percepiscono l’Assegno unico e universale senza modifiche della propria posizione riceveranno la mensilità di luglio 2026 nelle giornate del 20 e 21 luglio. Il calendario rientra nella programmazione annuale comunicata dall’INPS e riguarda le domande già accolte e prive di variazioni relative al nucleo familiare, all’ISEE o alle modalità di pagamento.
Per chi, invece, ha presentato una nuova domanda, modificato l’IBAN oppure aggiornato la composizione del nucleo familiare, le tempistiche possono essere diverse perché l’erogazione resta subordinata alla conclusione delle verifiche amministrative.
Importi confermati dopo la rivalutazione 2026
Per la rata di luglio non sono previste novità sugli importi. Restano validi quelli aggiornati dall’INPS con la rivalutazione applicata dall’inizio del 2026, pari all’1,4%, adeguamento effettuato in base all’inflazione.
L’importo spettante per ciascun figlio minorenne varia in funzione dell’ISEE familiare. Il beneficio può arrivare fino a circa 203,80 euro per i nuclei che rientrano nella fascia ISEE più bassa, mentre l’importo minimo è di circa 58,30 euro per chi supera la soglia massima prevista o non dispone di un’attestazione ISEE valida.
Alla quota base possono aggiungersi le maggiorazioni previste dalla normativa, tra cui quelle riconosciute per figli con disabilità, nuclei numerosi, figli successivi al secondo, genitori entrambi lavoratori e madri con meno di 21 anni.
L’ISEE continua a determinare l’importo spettante
L’indicatore della situazione economica equivalente rimane il principale parametro utilizzato per calcolare l’Assegno unico.
Per il 2026 l’importo pieno è riconosciuto ai nuclei con un ISEE fino a 17.468,51 euro, mentre la quota minima si applica oltre 46.582,71 euro oppure in assenza di un ISEE valido. Tra queste due soglie il contributo diminuisce progressivamente.
Un aspetto rilevante riguarda la Dichiarazione sostitutiva unica (DSU). Il termine del 30 giugno 2026 consentiva di aggiornare l’ISEE ottenendo il ricalcolo dell’assegno con gli eventuali arretrati maturati da marzo. Chi ha rispettato la scadenza potrà ricevere gli importi ricalcolati già con la mensilità di luglio.
Al contrario, chi non dispone ancora di un ISEE aggiornato continuerà a percepire la quota minima prevista. La presentazione della DSU resta comunque possibile, ma gli effetti decorreranno dalle mensilità successive, senza recupero automatico degli arretrati precedenti.
Nessun rinnovo annuale della domanda
L’INPS ricorda che le famiglie con una domanda già accolta non devono presentare una nuova richiesta ogni anno.
Resta invece obbligatorio comunicare tempestivamente eventuali variazioni che possono incidere sul diritto o sull’importo della prestazione, come la nascita di un figlio, il raggiungimento della maggiore età oppure cambiamenti nella situazione familiare o lavorativa dei genitori.
Come verificare un eventuale ritardo
Se il pagamento non risulta accreditato dopo il 21 luglio, il primo controllo può essere effettuato direttamente nell’area riservata del portale INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS al Fascicolo previdenziale del cittadino oppure attraverso MyINPS e l’app ufficiale.
Tra le cause più frequenti dei ritardi figurano una domanda ancora in lavorazione, l’aggiornamento dell’ISEE, la validazione di un nuovo IBAN o altre verifiche amministrative. Se la posizione risulta regolare ma il pagamento non viene disposto, l’Istituto consiglia di rivolgersi al Contact Center oppure a un patronato per gli accertamenti necessari.
Per informazioni ufficiali e per verificare lo stato della propria pratica è possibile consultare il portale dell’INPS.




