Il 31 luglio 2026 rappresenta uno dei principali appuntamenti fiscali dell’anno per migliaia di contribuenti. Nella stessa data convergono tre adempimenti distinti: il pagamento della prima rata della rottamazione quinquies, la tredicesima rata della rottamazione quater e il termine che interessa gli enti territoriali per l’adesione ai meccanismi di definizione agevolata dei tributi locali. Sebbene le scadenze coincidano sul calendario, le regole applicabili sono diverse e producono effetti differenti in caso di mancato pagamento.
L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha reso disponibili nell’area riservata le Comunicazioni delle somme dovute relative alla rottamazione quinquies, completando la fase istruttoria e consentendo ai contribuenti ammessi di conoscere importi, rate e modalità di versamento.
Rottamazione quinquies: al via i pagamenti
Per chi ha aderito alla rottamazione quinquies, il pagamento della prima rata costituisce il passaggio decisivo per mantenere i benefici della definizione agevolata. Le Comunicazioni pubblicate dall’Agenzia riportano il piano dei versamenti e i bollettini necessari per effettuare i pagamenti.
La misura consente di estinguere i debiti iscritti a ruolo versando le somme dovute senza alcune componenti accessorie previste dalla riscossione ordinaria, secondo le condizioni stabilite dalla normativa.
Scade anche la tredicesima rata della rottamazione quater
Nella stessa giornata sono chiamati al versamento anche i contribuenti che hanno già aderito alla rottamazione quater. Per loro il 31 luglio 2026 coincide con la scadenza della tredicesima rata del piano di pagamento.
La contemporanea presenza delle due definizioni agevolate rende particolarmente importante verificare quale disciplina riguardi la propria posizione, evitando di applicare regole previste per una procedura diversa.
Regole differenti in caso di mancato pagamento
L’elemento più delicato riguarda proprio le conseguenze del mancato rispetto delle scadenze.
Le discipline della rottamazione quater e della rottamazione quinquies prevedono infatti meccanismi di decadenza differenti. Confondere i due regimi può determinare la perdita dei benefici previsti dalla definizione agevolata e il ripristino dell’ordinaria attività di riscossione secondo quanto stabilito dalla normativa vigente.
Per questo motivo è consigliabile verificare con attenzione la Comunicazione ricevuta dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione e rispettare le modalità di pagamento indicate, distinguendo correttamente il piano di rateazione applicabile alla propria posizione.
Anche gli enti territoriali sono interessati dalla scadenza del 31 luglio, chiamati a definire le eventuali adesioni ai meccanismi di rottamazione locale previsti dalla disciplina di riferimento.
La concentrazione di più adempimenti nello stesso giorno rende quindi il 31 luglio 2026 una data centrale per contribuenti, professionisti e amministrazioni, con effetti concreti sulla gestione dei debiti affidati alla riscossione.


