A quattro anni dalla scomparsa di Daouda, il lavoratore che aveva denunciato una situazione di sfruttamento prima di far perdere le proprie tracce, il Movimento 5 Stelle torna a chiedere che venga fatta piena luce sulla vicenda e annuncia l’avvio di un percorso per presentare all’Assemblea Regionale Siciliana una proposta di legge contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo. L’iniziativa viene rilanciata dai rappresentanti del partito nel Ragusano, che collegano il caso alla necessità di rafforzare le tutele per chi denuncia abusi sul lavoro.
Secondo quanto dichiarato dagli esponenti del Movimento, la scomparsa di Daouda continua a rappresentare una vicenda irrisolta che, a loro giudizio, non ha ricevuto nel tempo l’attenzione istituzionale necessaria. Najla Hassen, rappresentante territoriale del M5S di Ragusa, ha ricordato come la famiglia del giovane viva da quattro anni nell’incertezza, senza conoscere il destino del proprio congiunto. Ha inoltre ribadito che «nessuno scompare senza che qualcun altro lo sappia», sostenendo la necessità di proseguire nella ricerca della verità.
Nel suo intervento Hassen ha richiamato anche il tema dello sfruttamento dei lavoratori, affermando che chi denuncia condizioni illegali rischia spesso isolamento e perdita del lavoro. Per questo, ha invitato a mantenere alta l’attenzione sulle filiere produttive e sulle condizioni in cui operano lavoratrici e lavoratori.
Sul piano politico, la deputata regionale Stefania Campo ha annunciato l’intenzione di predisporre un disegno di legge regionale dedicato al contrasto del caporalato. L’obiettivo dichiarato è avviare un confronto con organizzazioni sindacali, associazioni impegnate nella tutela dei lavoratori e altri soggetti coinvolti, per elaborare un testo che rafforzi prevenzione, controlli, protezione di chi denuncia e sostegno alle imprese che operano nel rispetto della legge.
Caporalato e sfruttamento: l’annuncio della proposta di legge
Campo ha spiegato che l’iniziativa prende spunto da una proposta già depositata dal Movimento 5 Stelle in Calabria e punta ad adattare strumenti analoghi alla realtà siciliana. Nelle dichiarazioni diffuse, la parlamentare regionale critica anche quella che definisce una risposta insufficiente delle istituzioni regionali sulla vicenda Daouda e sul fenomeno dello sfruttamento lavorativo.
Il caso resta quindi al centro dell’iniziativa politica del Movimento 5 Stelle, che lega la richiesta di fare chiarezza sulla scomparsa del lavoratore alla necessità di introdurre nuove misure legislative per contrastare il caporalato e garantire maggiori tutele a chi decide di denunciare situazioni di sfruttamento.



