Nei tre Atenei siciliani prende avvio il percorso amministrativo che porterà all’assegnazione delle borse di studio per gli specializzandi dell’area sanitaria non medica. L’Assessorato regionale dell’Istruzione ha infatti trasmesso le direttive operative alle Università di Palermo, Catania e Messina, consentendo l’avvio delle procedure necessarie alla ripartizione delle risorse previste dalla normativa regionale. Si tratta del primo passaggio concreto dopo l’approvazione della legge che ha introdotto il sostegno economico destinato ai professionisti impegnati nei percorsi di formazione specialistica.
Il contributo è stato istituito con l’articolo 46 della Legge regionale n. 1 del 5 gennaio 2026 e riguarda gli specializzandi biologi, chimici, veterinari, odontoiatri, fisici e farmacisti iscritti alle Scuole di specializzazione di area sanitaria non medica degli Atenei siciliani.
Secondo quanto previsto dalla norma, il finanziamento ammonta a 5 milioni di euro all’anno per il triennio 2026-2028. Di queste risorse, 3 milioni di euro sono destinati ai corsi di specializzazione di biologi e chimici, mentre 2 milioni di euro finanzieranno le borse rivolte a veterinari, odontoiatri, fisici e farmacisti.
Con l’invio delle direttive, le Università potranno ora predisporre gli adempimenti amministrativi richiesti per il riparto dei fondi. Solo al termine di queste procedure la Regione potrà procedere all’impegno delle somme e alla successiva erogazione dei contributi agli aventi diritto.
L’onorevole Ignazio Abbate, promotore e primo firmatario della disposizione legislativa, sottolinea che l’avvio dell’iter rappresenta il passaggio dall’approvazione della legge alla sua applicazione concreta. «Con questi atti prende ufficialmente il via l’iter che porterà all’erogazione dei contributi», afferma il parlamentare, evidenziando come l’obiettivo sia far arrivare le risorse agli specializzandi nel più breve tempo possibile.
Nelle dichiarazioni diffuse, Abbate ricorda che il provvedimento nasce con l’intento di estendere il sostegno economico anche agli specializzandi dell’area sanitaria non medica, categoria finora esclusa da strumenti analoghi, e di contribuire al rafforzamento della formazione specialistica negli Atenei siciliani. Il parlamentare auspica infine che le Università completino rapidamente le procedure previste, così da consentire alla Regione di procedere con l’erogazione delle borse nei tempi previsti.



