Le famiglie che non hanno ancora aggiornato l’ISEE per il 2026 hanno pochi giorni per evitare di perdere una parte dell’Assegno unico. Il termine fissato dall’INPS è il 30 giugno 2026: entro questa data occorre presentare la Dichiarazione sostitutiva unica (DSU) per consentire il ricalcolo dell’importo spettante e ottenere gli arretrati maturati da marzo.
La scadenza interessa migliaia di nuclei familiari che, pur avendo diritto a importi più elevati, stanno ricevendo l’assegno nella misura minima per l’assenza di un ISEE aggiornato. Le regole sono state confermate dall’INPS con la circolare n. 7 del 30 gennaio 2026, che ha adeguato importi e soglie alla rivalutazione dell’1,4% legata all’inflazione rilevata dall’ISTAT per il 2025.
Perché l’ISEE fa la differenza
L’Assegno unico resta una misura universale e viene riconosciuto anche a chi non presenta l’ISEE. In assenza della certificazione aggiornata, però, l’INPS eroga automaticamente l’importo minimo previsto.
Per il 2026 l’assegno base per ciascun figlio minore può arrivare fino a 203,80 euro per i nuclei con ISEE fino a 17.468,51 euro. Senza ISEE valido, oppure con un indicatore superiore a 46.582,71 euro, l’importo scende a 58,30 euro per figlio.
ra queste due soglie il beneficio diminuisce progressivamente in base alla situazione economica della famiglia.
Cosa accade dopo il 30 giugno
La data del 30 giugno rappresenta uno spartiacque.
Chi presenta la DSU entro il termine riceverà il ricalcolo dell’assegno e il pagamento delle differenze maturate da marzo attraverso un conguaglio automatico. Non è richiesta alcuna domanda aggiuntiva: una volta acquisito il nuovo ISEE, l’INPS procede all’aggiornamento degli importi spettanti.
Per chi aggiornerà l’ISEE dal 1° luglio 2026, invece, il nuovo importo sarà riconosciuto soltanto dal mese successivo alla presentazione della DSU. Le somme non percepite nei mesi precedenti non potranno più essere recuperate.
Quanto valgono gli arretrati
L’importo recuperabile varia in base all’ISEE e alla composizione del nucleo familiare. Nei casi di ISEE più basso, la differenza tra l’importo minimo e quello massimo può superare i 145 euro al mese per figlio minore.
Considerando le mensilità da marzo a giugno, il conguaglio può tradursi in diverse centinaia di euro per le famiglie che non hanno ancora aggiornato la propria posizione.
Come aggiornare la posizione
La domanda di Assegno unico già accolta continua a produrre effetti automaticamente e non deve essere ripresentata. Resta però necessario aggiornare annualmente l’ISEE per ottenere l’importo corretto.
La DSU può essere trasmessa attraverso CAF e patronati oppure online tramite il portale INPS utilizzando SPID, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi. Dopo l’invio è consigliabile verificare l’avvenuto aggiornamento nel Fascicolo previdenziale del cittadino.
Per le famiglie che non hanno ancora provveduto, i prossimi giorni rappresentano l’ultima finestra utile per non perdere le somme maturate dall’inizio della primavera.



