Le famiglie che già percepiscono l’Assegno Unico e Universale non devono presentare una nuova domanda nel 2026. L’INPS rinnova automaticamente l’erogazione per tutte le richieste già accolte, a condizione che non siano intervenute cause di decadenza o perdita dei requisiti. Il rinnovo automatico, però, non riguarda il valore dell’assegno: senza un ISEE aggiornato, da marzo l’importo viene ridotto al minimo previsto dalla normativa.
Il termine da segnare in calendario è il 30 giugno 2026. Entro questa data è possibile presentare una nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) e ottenere il ricalcolo delle somme spettanti, recuperando anche gli arretrati maturati da marzo.
Il rinnovo della domanda è automatico, ma l’ISEE resta determinante
Come chiarito dall’INPS nella circolare n. 7 del 30 gennaio 2026, le domande già accolte continuano a produrre effetti senza la necessità di una nuova richiesta. I pagamenti proseguono sulle coordinate bancarie o postali già registrate.
Diversa è la situazione dell’ISEE. Per i mesi di gennaio e febbraio è stato utilizzato quello valido al 31 dicembre 2025. Dal mese di marzo, invece, è indispensabile un ISEE 2026 aggiornato per ricevere l’importo corrispondente alla propria fascia reddituale.
In assenza dell’aggiornamento, l’assegno viene calcolato automaticamente sull’importo minimo previsto.
Quanto cambia senza il nuovo ISEE
Dal mese di marzo, chi non presenta un ISEE valido riceve 58,30 euro mensili per ogni figlio minorenne, importo previsto anche per i nuclei con un ISEE superiore a 46.582,71 euro.
Per le famiglie con un ISEE fino a 17.468,51 euro, invece, l’assegno può arrivare fino a 203,80 euro al mese per ciascun figlio, oltre alle eventuali maggiorazioni previste dalla normativa.
L’aggiornamento della DSU entro il 30 giugno 2026 consente all’INPS di ricalcolare automaticamente la prestazione e riconoscere gli arretrati spettanti a partire dalla mensilità di marzo.
Superata questa scadenza, il ricalcolo decorrerà soltanto dal mese successivo alla presentazione dell’ISEE, senza il recupero delle somme non percepite nei mesi precedenti.
Le variazioni familiari devono essere comunicate
Il rinnovo automatico non aggiorna la situazione del nucleo familiare. Alcuni cambiamenti devono essere comunicati direttamente all’INPS per evitare errori nei pagamenti o possibili sospensioni della prestazione.
Tra le principali variazioni rientrano:
- nascita di un figlio;
- ingresso di nuovi componenti nel nucleo;
- raggiungimento della maggiore età dei figli con verifica dei requisiti tra 18 e 21 anni;
- aggiornamento delle certificazioni di disabilità;
- modifica dell’IBAN o della modalità di pagamento.
Come controllare la domanda
Le famiglie possono verificare lo stato della propria pratica accedendo al Fascicolo Previdenziale del Cittadino attraverso il portale INPS con SPID, CIE o CNS. Nella sezione dedicata alle prestazioni per la famiglia è possibile controllare che la domanda risulti attiva e verificare l’eventuale presenza di anomalie che potrebbero rallentare o bloccare i pagamenti.
Per compilare la DSU è disponibile anche il Portale Unico ISEE e l’app INPS Mobile, che consentono di utilizzare la versione precompilata della dichiarazione.



