Le visite ambulatoriali di Oculistica all’ospedale Maria Paternò Arezzo di Ragusa finiscono al centro dell’attenzione istituzionale dopo le segnalazioni di numerosi cittadini che lamentano lunghe attese e disagi organizzativi. A raccogliere le proteste è stata la consigliera comunale Rossana Caruso, che ha inviato una nota al direttore generale dell’Asp di Ragusa, Giuseppe Drago, chiedendo un incontro per approfondire la situazione e valutare possibili interventi.
Secondo quanto riferito dagli utenti, le criticità riguarderebbero soprattutto le modalità di accettazione e gestione delle visite specialistiche ambulatoriali. I pazienti sarebbero stati invitati a consegnare la documentazione su una scrivania per poi attendere la chiamata senza indicazioni precise sui tempi di accesso alle prestazioni. Una situazione che avrebbe determinato attese prolungate, aggravate dalle elevate temperature registrate negli ultimi giorni.
Tra le segnalazioni raccolte dalla consigliera figura anche il caso di un cittadino che, dopo oltre due ore di attesa e a causa delle proprie condizioni di salute, avrebbe valutato di rinunciare alla visita specialistica. Alcuni utenti avrebbero inoltre chiesto informazioni su come presentare un reclamo formale, ricevendo gli indirizzi di posta elettronica dedicati dall’Azienda sanitaria.
Nella comunicazione inviata ai vertici dell’Asp, Caruso precisa che la segnalazione non riguarda l’operato del personale sanitario, il cui lavoro viene riconosciuto e apprezzato, ma punta a evidenziare possibili criticità di carattere organizzativo che, secondo quanto riferito, inciderebbero sull’esperienza dei cittadini che accedono al servizio.
L’obiettivo della richiesta è aprire un confronto istituzionale per individuare eventuali soluzioni in grado di migliorare la gestione delle attese, soprattutto durante il periodo estivo, quando il caldo può rendere più difficoltosa la permanenza negli spazi destinati all’accoglienza degli utenti, in particolare delle persone anziane e dei pazienti più fragili.
Resta ora da verificare quali iniziative saranno adottate dall’Azienda sanitaria provinciale dopo la richiesta di confronto avanzata dalla consigliera comunale. La vicenda richiama l’attenzione sull’organizzazione delle attività ambulatoriali e sulle condizioni di accesso ai servizi sanitari, tema particolarmente sentito dai cittadini che si rivolgono alle strutture pubbliche.



