La lotta alle fumarole nella fascia trasformata entra in una nuova fase nel territorio ragusano. Durante una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, svoltasi in Prefettura a Ragusa e presieduta dal prefetto Tania Giallongo, è stato deciso di intensificare i controlli sugli impianti serricoli per contrastare lo smaltimento illecito dei rifiuti agricoli, un fenomeno che da anni interessa l’area delle coltivazioni intensive in serra e che continua a suscitare preoccupazioni per le possibili ricadute ambientali e sanitarie.
L’incontro ha rappresentato un nuovo passaggio nel percorso avviato nelle scorse settimane con enti locali, forze dell’ordine, organismi tecnici e associazioni di categoria. Tra le strategie già esaminate figurano iniziative di sensibilizzazione rivolte agli imprenditori agricoli, l’impiego di tecnologie in grado di separare i residui vegetali dai materiali plastici e la sperimentazione di sistemi alternativi per il trattamento degli scarti provenienti dalle attività serricole.
La novità emersa dall’ultima riunione riguarda però soprattutto il fronte dei controlli. È stata infatti disposta l’organizzazione di attività interforze mirate nelle aziende agricole, con verifiche finalizzate ad accertare eventuali violazioni delle norme ambientali in materia di smaltimento dei rifiuti. L’obiettivo è individuare e reprimere le condotte illecite che alimentano il fenomeno delle fumarole, spesso associato alla combustione incontrollata di materiali di scarto.
Il tema è considerato prioritario dalle istituzioni locali per gli effetti che tali pratiche possono avere sulla qualità dell’aria e sulla salute pubblica. Nel corso della riunione è stata condivisa la necessità di rafforzare le azioni di prevenzione e vigilanza, affiancando all’attività repressiva un lavoro di informazione rivolto agli operatori del settore agricolo.
Accanto alla questione ambientale, il Comitato ha affrontato anche un altro tema legato alla gestione della sicurezza sul territorio provinciale.
Prefettura, Questura e ASP di Ragusa hanno sottoscritto un protocollo operativo per la gestione sanitaria degli stranieri irregolari rintracciati in provincia. L’accordo disciplina le procedure di screening sanitario da effettuare nei confronti dei cittadini di Paesi terzi che non risultano in possesso dei requisiti di ingresso o soggiorno previsti dalla normativa.
L’intesa recepisce le indicazioni emanate dal Ministero dell’Interno nell’ambito dell’attuazione del Nuovo Patto europeo su Migrazione e Asilo, che prevede controlli sanitari preliminari obbligatori per determinate categorie di migranti, compresi i richiedenti protezione internazionale rintracciati sul territorio nazionale.



