Pozzallo si prepara ad affrontare nuovi adempimenti legati alla gestione degli arrivi di migranti dopo l’entrata in vigore delle procedure di screening previste dal Patto europeo su migrazione e asilo. Le nuove disposizioni comportano un rafforzamento delle attività di tutela, in particolare per i minori sbarcati, e aumentano il carico organizzativo per il Comune, che segnala una carenza di personale specializzato.
Al centro della questione c’è l’obbligo di garantire la presenza della figura dell’assistente sociale durante le procedure che riguardano i minori arrivati sul territorio. Una misura finalizzata a rafforzare le garanzie di protezione dei soggetti più vulnerabili, ma che richiede risorse umane adeguate per essere applicata in modo continuativo.
Il Comune evidenzia una particolarità che lo distingue nel panorama nazionale: la presenza di due hotspot collegati al sistema di accoglienza locale. Secondo quanto riferito dall’amministrazione, una delle strutture si trova formalmente nel territorio di un altro Comune, ma opera in stretta connessione con l’hotspot portuale di Pozzallo, rendendo necessario l’impiego del personale comunale in entrambe le sedi.
L’introduzione delle nuove procedure europee arriva in un contesto già impegnativo per gli uffici comunali. L’amministrazione segnala infatti di poter contare su una sola assistente sociale part-time e su tre ulteriori operatori con incarichi temporanei, personale che sarebbe già impegnato nelle attività ordinarie e nei servizi connessi all’accoglienza.
Di fronte all’aumento degli obblighi previsti dalla normativa europea, il Comune chiede un sostegno aggiuntivo da parte della Regione Siciliana. L’obiettivo è rafforzare gli organici e garantire la continuità dei servizi richiesti dalle nuove regole senza compromettere le altre attività sociali svolte sul territorio.
L’amministrazione sottolinea il ruolo svolto negli anni da Pozzallo come punto di approdo e prima accoglienza nel Mediterraneo, evidenziando la necessità di un supporto istituzionale adeguato per affrontare le nuove incombenze. Sul tema è stata annunciata una comunicazione indirizzata al presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana e ai deputati regionali.
La vicenda riporta al centro il tema delle risorse necessarie per applicare le nuove norme europee nei territori di frontiera, dove le amministrazioni locali sono chiamate a gestire direttamente una parte significativa delle attività di accoglienza e tutela.



