Il tema del prezzo del latte vaccino prodotto nel Ragusano arriva al centro del confronto istituzionale nazionale. A Roma si è svolto un incontro dedicato alle criticità del comparto lattiero-caseario siciliano, con la partecipazione di rappresentanti degli allevatori della provincia di Ragusa e di esponenti del Governo e del Parlamento. Al centro della discussione, la differenza tra il prezzo riconosciuto da Lactalis e quello previsto dal contratto nazionale. Le informazioni emergono dal materiale fornito.
Secondo quanto riferito dai partecipanti al tavolo, il gruppo Lactalis riconoscerebbe ai produttori un corrispettivo inferiore di quattro centesimi al litro rispetto ai valori stabiliti a livello nazionale. Una situazione che, secondo gli allevatori, pesa su aziende già alle prese con l’aumento dei costi di produzione.
Al confronto hanno preso parte il sottosegretario all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Patrizio La Pietra, il presidente della Commissione Agricoltura del Senato Luca De Carlo, il senatore Salvo Pogliese e una delegazione di produttori della provincia di Ragusa. Presenti anche il senatore di Fratelli d’Italia Salvo Sallemi e il deputato regionale Giorgio Assenza, capogruppo del partito all’Ars.
Per gli esponenti di Fratelli d’Italia la differenza sul prezzo rappresenta una penalizzazione per le aziende del territorio. «Il danno economico è inaccettabile e va sanato con la massima urgenza», hanno dichiarato, annunciando l’intenzione di avviare un confronto con la Regione Siciliana e con l’assessore regionale all’Agricoltura, Luca Sammartino, per valutare possibili interventi a sostegno del comparto.
Il settore lattiero-caseario rappresenta una delle filiere agricole più rilevanti per la provincia di Ragusa e per la Sicilia. L’esito del dialogo tra Governo, Regione e organizzazioni dei produttori potrebbe incidere sulle prospettive economiche di numerose aziende del territorio.
L’obiettivo indicato dai rappresentanti istituzionali è quello di individuare strumenti in grado di limitare gli effetti economici della disparità denunciata dagli allevatori e garantire maggiore tutela alla filiera produttiva siciliana.



