Resta alta la tensione nel dibattito politico a Ragusa, dove il consigliere comunale di Controcorrente, Saverio Buscemi, torna a mettere nel mirino la tenuta della maggioranza che sostiene il sindaco Peppe Cassì. Al centro delle critiche ci sono le difficoltà emerse nelle ultime sedute del Consiglio comunale e le divisioni che, secondo l’esponente di opposizione, starebbero incidendo anche sull’attività amministrativa di Palazzo dell’Aquila.
Buscemi collega le recenti fibrillazioni politiche ai problemi registrati in aula, citando tra gli episodi più significativi la vicenda relativa ai revisori dei conti. A suo giudizio, gli ultimi passaggi istituzionali confermerebbero una situazione di crescente instabilità e la fine di una fase politica avviata con l’elezione dell’attuale sindaco.
Secondo il consigliere di Controcorrente, uno degli elementi che avrebbe contribuito ad aprire una frattura con una parte dell’elettorato è stato il successivo ingresso di Cassì in Forza Italia, scelta che Buscemi considera in contrasto con l’impostazione civica che aveva caratterizzato la proposta politica originaria. «Molti cittadini hanno vissuto quel passaggio come un tradimento del patto costruito durante la campagna elettorale», sostiene il consigliere.
Nella sua analisi, Buscemi sostiene che le difficoltà politiche si starebbero riflettendo anche sull’azione amministrativa. «Gli errori si susseguono e diversi dossier si arenano o vengono rinviati», afferma, evidenziando il rischio che la situazione possa avere conseguenze sulla gestione ordinaria e straordinaria della città.
L’esponente di opposizione ritiene che «quando una giunta perde lucidità e la maggioranza si sfalda, significa che il ciclo è finito». Da qui l’invito a una «assunzione di responsabilità» e alla costruzione di una nuova fase politica per Ragusa.
Le dichiarazioni arrivano in un momento di particolare attenzione sulle dinamiche interne alla coalizione che sostiene il sindaco e alimentano il confronto politico cittadino, mentre restano al centro del dibattito i prossimi passaggi amministrativi che attendono Palazzo dell’Aquila.



