AGUSA – Una mattinata dedicata ai bambini e ai loro genitori detenuti per trasformare il tempo del colloquio in uno spazio di relazione più spontaneo. Lunedì 22 giugno, alle 10, la Casa Circondariale di Ragusa ospiterà la nuova edizione di “Partita con mamma e papà 2026”, iniziativa promossa da Bambinisenzasbarre ETS insieme al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, con l’obiettivo di favorire momenti di incontro attraverso il gioco.
L’appuntamento rientra nella campagna europea “Non un mio crimine ma una mia condanna” e punta a offrire ai figli delle persone detenute un’occasione diversa rispetto ai tradizionali colloqui, attraverso attività condivise e momenti di socialità.
A Ragusa il progetto viene portato avanti dal 2022 grazie alla collaborazione tra diverse realtà del territorio. Alla rete partecipano Ci Ridiamo Sù APS, Officina SocialMeccanica APS, Facciamo Scuola ASD e Crisci Ranni APS, associazioni già impegnate in percorsi educativi e sociali. Quest’anno si aggiunge anche Ragusa Rugby ASD, che contribuirà alle attività previste durante la giornata.
L’iniziativa viene realizzata con il supporto della direzione dell’istituto penitenziario guidato da Santo Mortillaro, dell’Area Trattamentale coordinata da Maria Stella, della Polizia Penitenziaria e del Comune di Ragusa, attraverso gli assessorati alla Pubblica Istruzione e ai Servizi sociali.
Per l’assessora ai Servizi sociali Elvira Adamo, occasioni di questo tipo consentono ai bambini «di vivere la relazione con i propri genitori in una dimensione più autentica, fatta di presenza e quotidianità condivisa». Dello stesso avviso l’assora alla Pubblica Istruzione Catia Pasta, secondo cui il gioco rappresenta «uno strumento educativo naturale» capace di favorire la vicinanza e il riconoscimento delle relazioni.
Secondo Maria Stella, responsabile dell’Area Trattamentale, in un contesto come quello penitenziario «contatto, sorriso e gioco diventano strumenti semplici ma efficaci di vicinanza». Fabio Ferrito, clown dottore dell’associazione Ci Ridiamo Sù, sottolinea invece come l’esperienza permetta alle famiglie di trascorrere del tempo insieme «senza filtri», recuperando una dimensione di normalità.
L’iniziativa sarà aperta anche alla stampa. Le riprese video e fotografiche saranno consentite previa autorizzazione e con l’utilizzo esclusivo di attrezzature professionali; non sarà invece possibile introdurre telefoni cellulari all’interno dell’istituto.




