Il procedimento per l’istituzione del Parco nazionale degli Iblei, avviato quasi vent’anni fa, dovrà essere concluso entro 180 giorni. Lo ha stabilito il Tar Sicilia, sezione staccata di Catania, imponendo alle amministrazioni competenti di completare l’iter per l’area protetta che interesserà circa 146.735 ettari tra le province di Ragusa, Siracusa e Catania. Una decisione che riporta al centro un progetto atteso da anni e destinato a incidere anche sulle attività agricole e produttive del territorio.
La sentenza arriva dopo una lunga fase caratterizzata da confronti e passaggi tecnici. Secondo quanto emerso, la documentazione necessaria e la perimetrazione dell’area risultano già definite, elemento che ha portato i giudici amministrativi a ritenere conclusa la fase istruttoria. Il futuro parco comprende territori di particolare interesse ambientale, paesaggistico, storico e archeologico.
Tra i soggetti che guardano con favore alla conclusione del procedimento c’è il Consorzio di tutela dell’Olio Dop Monti Iblei. Il presidente Giuseppe Arezzo sostiene che l’istituzione dell’area protetta non debba tradursi in nuovi ostacoli per le imprese agricole. «I vincoli sono quelli già esistenti in aree di particolare pregio», osserva, aggiungendo che gli allevamenti potranno proseguire senza restrizioni e che l’ente parco potrebbe invece sostenere la tutela delle razze autoctone attraverso specifici incentivi.
Parco nazionale degli Iblei, le ricadute sul territorio
Secondo il presidente del Consorzio, il Parco nazionale degli Iblei potrebbe favorire lo sviluppo di attività legate all’ecoturismo e ai percorsi naturalistici, con effetti anche sulla promozione dei prodotti agroalimentari locali. L’obiettivo indicato è mantenere un dialogo costante tra l’ente e il comparto agricolo e olivicolo.
Un altro tema riguarda la sede amministrativa del futuro ente. Poiché la provincia di Ragusa è quella con la maggiore presenza di aziende agricole coinvolte, viene avanzata l’ipotesi che la governance possa essere collocata nel Ragusano. Arezzo sottolinea anche la necessità di evitare nuovi costi per la struttura, ipotizzando l’utilizzo di personale e uffici già esistenti presso il Libero consorzio comunale.
La decisione del Tar apre adesso una fase decisiva. Toccherà alle istituzioni competenti completare il percorso amministrativo e definire gli ultimi passaggi necessari alla nascita del parco nazionale.



