A Scicli scatta il divieto di utilizzo a fini potabili dell’acqua distribuita dal serbatoio di via Ponchielli, che serve una vasta area del quartiere Jungi. Il provvedimento è stato adottato oggi dal sindaco dopo che le verifiche effettuate dall’Asp di Ragusa hanno evidenziato un superamento dei limiti previsti dalla normativa per nitrati e nitriti, rendendo temporaneamente non idonea l’acqua destinata al consumo umano.
L’ordinanza interessa le utenze alimentate dal serbatoio di via Ponchielli e coinvolge il Villaggio Jungi, viale 1 Maggio con le relative traverse e numerose strade della zona, tra cui via Bixio, via Calabria, via Trinacria, via Cappuccini, via Aldo Moro, via De Gasperi, via Mattarella, via Terranova e via dei Lillà.
La decisione è arrivata in seguito ai risultati delle analisi eseguite dall’azienda sanitaria provinciale, che hanno rilevato concentrazioni di nitrati e nitriti superiori ai valori consentiti dalla legge. Per questo motivo l’acqua immessa nella rete che alimenta i quartieri interessati è stata dichiarata temporaneamente non potabile.
Divieto di acqua potabile a Scicli, cosa cambia per i residenti
Il divieto riguarda esclusivamente l’uso per bere e per la preparazione degli alimenti. Secondo quanto stabilito dall’ordinanza, l’acqua può continuare a essere utilizzata per altri impieghi domestici e non è necessario ricorrere alla bollitura. La misura resterà in vigore fino al ripristino dei parametri di potabilità previsti dalla normativa.
L’amministrazione comunale e gli enti competenti dovranno ora procedere con ulteriori controlli e con gli interventi necessari per riportare i valori entro i limiti consentiti. Solo dopo nuove verifiche sarà possibile revocare il divieto e ripristinare il normale utilizzo dell’acqua per il consumo umano.
Per i residenti delle aree coinvolte si tratta di una misura precauzionale adottata a tutela della salute pubblica, in attesa del ritorno alla piena conformità della rete idrica interessata.



