L’Italia si prepara ad affrontare una delle fasi più calde dell’inizio estate. Con l’arrivo del solstizio del 21 giugno, i modelli meteorologici indicano una ondata di calore persistente destinata a interessare soprattutto il Centro-Nord e che, secondo gli scenari attuali, potrebbe proseguire senza vere pause fino ai primi giorni di luglio. Le previsioni elaborate da Luca Lombroso, meteorologo di Meteored Italia, evidenziano una situazione anomala soprattutto per la durata del fenomeno.
Alla base della fase di stabilità c’è un vasto anticiclone subtropicale che si sta consolidando sull’Europa centro-occidentale. L’aria molto calda in quota, associata alla subsidenza e alla massima altezza del sole tipica del periodo, favorisce un ulteriore aumento delle temperature.
Tra venerdì e il fine settimana si attendono valori molto elevati. Le minime notturne resteranno sopra i 20 gradi, mentre nelle ore più calde si potranno raggiungere i 38 gradi al Centro-Nord e i 34 gradi al Sud. Nelle pianure e nelle aree urbane l’umidità renderà la sensazione di caldo ancora più intensa.
Secondo Lombroso, la temperatura convettiva prevista attorno ai 36 gradi potrà favorire la formazione di temporali di calore. «In queste condizioni sono possibili temporali “secchi” brevi e isolati, con poche precipitazioni e possibili raffiche discendenti localmente intense», spiega il meteorologo.
L’instabilità interesserà soprattutto Alpi e Appennino, ma domenica non si escludono fenomeni localizzati anche sulla Pianura Padana. In alcuni casi la pioggia potrebbe evaporare prima di raggiungere il terreno, dando origine al fenomeno delle virga e a improvvise raffiche di vento.
La prossima settimana potrebbe rappresentare la fase più delicata. I modelli numerici concordano sulla persistenza dell’anticiclone, mentre divergono sull’intensità delle temperature. Le simulazioni del centro europeo ECMWF indicano massime comprese tra 36 e 38 gradi, mentre il modello tedesco ICON ipotizza punte prossime ai 40 gradi per più giorni consecutivi.
L’aspetto che preoccupa maggiormente gli esperti è proprio la continuità della fase calda. Le proiezioni a medio termine, infatti, non mostrano al momento l’arrivo di perturbazioni significative o di un deciso ricambio d’aria. Se gli scenari saranno confermati, l’inizio dell’estate 2025 potrebbe distinguersi più per la durata dell’ondata di calore che per i picchi assoluti delle temperature.



