La chiesa rupestre di Santa Venera, nel quartiere della Catena a Modica, torna al centro dell’attenzione istituzionale. L’annuncio riguarda l’avvio di un percorso finalizzato al reperimento delle risorse necessarie per il recupero del sito, considerato uno dei luoghi più significativi del patrimonio rupestre cittadino. L’obiettivo dichiarato è salvaguardare gli affreschi presenti all’interno e rendere il complesso nuovamente fruibile dal punto di vista culturale e turistico.
A rilanciare il tema è stato il deputato regionale Ignazio Abbate, che ha richiamato l’attenzione sul valore storico e identitario del monumento scavato nella roccia. La chiesetta, situata nell’area di via Cannizzaro, conserva infatti testimonianze pittoriche di matrice bizantina ed è parte di quel sistema di insediamenti rupestri che racconta una pagina importante della storia medievale del territorio modicano.
Il sito, secondo quanto riferito, versa da tempo in condizioni di abbandono. Da qui la richiesta di interventi che possano arrestarne il degrado e consentire la conservazione degli elementi artistici ancora presenti. Un ruolo rilevante, in questa fase, è attribuito al lavoro di ricerca e documentazione svolto dal Centro Studi della Contea, impegnato nella mappatura e nella valorizzazione delle emergenze rupestri del territorio.
«Non possiamo permettere che il tempo e l’indifferenza cancellino queste tracce della nostra storia», ha dichiarato Abbate, annunciando l’intenzione di attivarsi nelle sedi competenti per individuare le risorse economiche necessarie al recupero del monumento.
Secondo quanto comunicato, la Soprintendenza ai Beni Culturali di Ragusa dovrebbe occuparsi della progettazione degli interventi. Il piano avrebbe una duplice finalità: da un lato la conservazione della struttura e degli affreschi, dall’altro la messa in sicurezza dell’area per consentirne l’inserimento nei percorsi di visita dedicati al patrimonio storico e archeologico locale.
La vicenda riporta l’attenzione sulla vasta rete di siti rupestri presenti a Modica, spesso meno conosciuti rispetto ad altri luoghi simbolo della città. In questo contesto è stato richiamato anche il caso della chiesa rupestre di San Niccolò, già nota ai visitatori e destinata, secondo quanto annunciato, a essere interessata da ulteriori lavori di restauro.
L’eventuale recupero di Santa Venera rappresenterebbe un passo ulteriore nella valorizzazione di una componente significativa dell’identità culturale modicana, legata alla presenza di insediamenti e luoghi di culto scavati nella roccia che testimoniano secoli di storia del territorio.



