Conclusa nella cappella della Casa Madre delle Suore del Sacro Cuore di Gesù la Festa Beata Maria Schininà, al termine del triduo di preghiera che ha coinvolto fedeli e comunità diocesana a Ragusa.
La celebrazione finale della Festa Beata Maria Schininà si è svolta ieri nella cappella della Casa Madre delle Suore del Sacro Cuore di Gesù a Ragusa, chiudendo il percorso liturgico dedicato alla solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù. Il rito ha rappresentato il momento conclusivo di un triduo che ha coinvolto religiose, laici e comunità parrocchiali del territorio.
Durante la liturgia è stato anche celebrato il rito di ammissione di due nuovi membri dei Lams – Laici amici Maria Schininà, segno di continuità della spiritualità legata alla fondatrice dell’Istituto. L’evento si è inserito nel programma delle celebrazioni dedicate alla figura della Beata, molto radicata nella tradizione religiosa iblea.
Festa Beata Maria Schininà, celebrazione e comunità a Ragusa
La celebrazione eucaristica è stata presieduta da padre Giovanni Filesi, cappellano dell’ospedale “Maria Paternò Arezzo”, e animata dai Lams. Nel corso della messa si è svolto il rito di ammissione dei nuovi aderenti, che hanno espresso l’impegno a vivere la spiritualità della Beata Maria Schininà attraverso carità e servizio quotidiano.
La partecipazione ha coinvolto anche le Suore del Sacro Cuore di Gesù e la comunità parrocchiale di San Pier Giuliano Eymard. Il momento è stato vissuto come un passaggio simbolico tra memoria e continuità, rafforzando il legame tra le opere della congregazione e il territorio.
Secondo quanto comunicato dagli organizzatori, il percorso spirituale era iniziato nei giorni precedenti con la peregrinatio della reliquia della Beata negli ospedali “Maria Paternò Arezzo” e “San Giovanni Paolo II”, con momenti di preghiera e riflessione condivisa tra operatori sanitari e fedeli.
La figura di Maria Schininà, fondatrice delle Suore del Sacro Cuore di Gesù, è storicamente legata alla città di Ragusa. Nata nel XIX secolo, la sua opera religiosa si è sviluppata nell’assistenza ai più fragili e nella promozione di iniziative caritative. La sua beatificazione è stata riconosciuta dalla Chiesa cattolica, inserendola tra le figure di riferimento della spiritualità siciliana contemporanea.
Nel contesto locale, le iniziative legate alla sua memoria rappresentano un appuntamento ricorrente per la comunità diocesana, con un forte coinvolgimento di laici e associazioni religiose. La celebrazione annuale diventa così anche occasione di partecipazione sociale oltre che liturgica.



