La Fornace Penna di contrada Pisciotto, tra Sampieri e Marina di Modica, entra in una nuova fase di recupero. Nelle ultime ore è stato effettuato un sopralluogo tecnico per verificare il completamento degli interventi di consolidamento e messa in sicurezza del celebre sito di archeologia industriale affacciato sul litorale ibleo.
Alla visita hanno partecipato l’onorevole Ignazio Abbate, il direttore generale dell’Assessorato regionale ai Beni culturali Mario La Rocca e il soprintendente di Ragusa Antonino De Marco.
Le opere erano state avviate nell’autunno del 2024 grazie a uno stanziamento iniziale di 700 mila euro disposto dalla Regione Siciliana. Gli interventi hanno riguardato la stabilizzazione delle strutture murarie della storica fornace, da anni esposta al rischio di cedimenti.
Per il sito simbolo della costa tra Scicli e Modica si apre ora una seconda fase operativa che punta alla futura fruizione pubblica.
Altri 600 mila euro per accoglienza e servizi
L’Assessorato regionale ha infatti emanato il D.R.S. n. 2513 del 28 aprile 2026, con un nuovo impegno di spesa pari a 600 mila euro.
Le risorse serviranno alla ristrutturazione dei fabbricati esterni collegati alla Fornace Penna. Gli spazi saranno destinati all’accoglienza dei visitatori e agli uffici di servizio necessari per l’apertura al pubblico dell’area.
Secondo quanto comunicato durante il sopralluogo, nel quadro economico successivo sarà inserito anche l’intervento sulla ciminiera, considerata strategica per la completa sicurezza del complesso.
“Vedere oggi le mura storiche messe in sicurezza è un risultato importante”, ha dichiarato l’onorevole Ignazio Abbate, sottolineando il lavoro svolto dalla Soprintendenza di Ragusa, dai progettisti e dalla ditta incaricata.
Un simbolo del territorio ibleo
Conosciuta in tutta la Sicilia anche per il suo legame con produzioni televisive e cinematografiche ambientate nel territorio ragusano, la Fornace Penna rappresenta uno dei luoghi più riconoscibili della costa sud-orientale.
Negli anni il degrado strutturale aveva alimentato timori per la conservazione del monumento industriale, spesso definito la “cattedrale sul mare”.
La conclusione della messa in sicurezza segna quindi un passaggio atteso da tempo nel percorso di recupero del sito. La situazione, secondo quanto emerso oggi, continua a essere monitorata dagli uffici regionali e dalla Soprintendenza ai Beni culturali di Ragusa.




