La nuova rottamazione quinquies introduce un sistema a doppio binario per la gestione delle tasse locali affidate all’Agenzia delle Entrate Riscossione e per quelle gestite direttamente da comuni e regioni. Il quadro normativo, aggiornato con la conversione del decreto legge n. 38/2026, amplia l’ambito delle definizioni agevolate ma introduce anche regole e scadenze differenti a seconda del soggetto che riscuote il credito.
Per cittadini, imprese ed enti locali si apre così una fase operativa complessa, con calendari non uniformi e procedure che rischiano di sovrapporsi sul territorio.
La misura riguarda i debiti affidati all’AdER e quelli gestiti in autonomia dagli enti locali, con adesione facoltativa in entrambi i casi.
Binario AdER: regole nazionali e scadenze fisse
Per i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate Riscossione, la disciplina è definita dall’articolo 10-quinquies della legge di conversione del DL 38/2026.
La definizione agevolata si applica ai debiti relativi a tributi e entrate locali – come IMU, TARI, sanzioni del Codice della Strada e rette scolastiche – affidati ad AdER tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.
Gli enti territoriali possono aderire in modo volontario, ma devono rispettare passaggi e tempi precisi:
- entro 15 giugno 2026 comunicazione della volontà di adesione ad AdER
- entro 30 giugno 2026 approvazione e pubblicazione della delibera
- dal 15 settembre 2026 messa a disposizione del prospetto informativo dei debiti
- tra 16 settembre e 31 ottobre 2026 presentazione delle domande
- entro 31 dicembre 2026 comunicazione delle somme dovute
- entro 31 gennaio 2027 pagamento della prima rata o unica soluzione
Il piano di rientro può arrivare fino a 54 rate bimestrali, con importo minimo di 100 euro per ciascuna rata. La decadenza scatta anche con il mancato pagamento di una sola rata, oppure di due rate non consecutive.
Gestione diretta degli enti locali: regole autonome
Diverso il quadro per i crediti gestiti direttamente da comuni, regioni o concessionari locali. In questo caso non esistono scadenze nazionali vincolanti.
Ogni ente può approvare un proprio regolamento di definizione agevolata, stabilendo:
- tempi autonomi di adesione
- calendari di pagamento indipendenti
- eventuale limitazione delle annualità sanabili
Resta però un vincolo: la misura deve garantire l’abbattimento di sanzioni e interessi, senza modificare la natura della sanatoria.
Un sistema a rischio frammentazione
La coesistenza dei due meccanismi produce un sistema non uniforme. Nello stesso territorio possono convivere regole differenti per tributi simili, a seconda del soggetto che gestisce la riscossione.
Un cittadino potrebbe, ad esempio, accedere alla rottamazione per la TARI affidata ad AdER ma non per l’IMU gestita direttamente dal comune o da concessionari privati.
Secondo le valutazioni dell’IFEL, la fase elettorale del 2026 complica ulteriormente il quadro: circa 980 comuni italiani saranno coinvolti in turni elettorali tra maggio e giugno, rendendo difficile il rispetto della scadenza del 30 giugno 2026 per le delibere.
Per questo motivo, associazioni degli enti locali come ANCI hanno già chiesto una possibile proroga dei termini.
La fase di attuazione della rottamazione quinquies si presenta quindi come un passaggio delicato, con impatti diretti sulla gestione dei bilanci pubblici locali e sulla pianificazione fiscale dei contribuenti.



