Il “bonus volumetria” previsto dal Piano Casa 2026 interviene su un nodo strutturale del mercato immobiliare: la carenza di abitazioni a prezzi accessibili. La misura, contenuta nell’articolo 9 del Decreto Legge n. 66/2026, consente agli operatori privati di ampliare gli immobili esistenti o sviluppare nuove costruzioni con un incremento fino al 35% rispetto alla volumetria originaria.
L’accesso all’incentivo non è generalizzato. Possono beneficiarne solo i soggetti che aderiscono a programmi di edilizia convenzionata, con l’obbligo di destinare una quota prevalente degli alloggi a canoni inferiori rispetto al mercato libero.
Secondo il testo normativo, almeno il 70% degli interventi deve essere destinato ad abitazioni a prezzo calmierato. Il restante 30% può restare sul mercato libero, con finalità di equilibrio economico dell’operazione immobiliare.
Il vincolo temporale rappresenta uno degli elementi più stringenti: gli immobili realizzati o riqualificati con il bonus devono restare vincolati all’uso convenzionato per almeno 30 anni dalla fine dei lavori. Un orizzonte lungo che punta a garantire stabilità dell’offerta abitativa e a evitare operazioni speculative di breve periodo.
Sul piano urbanistico, il decreto privilegia interventi su aree già urbanizzate o dismesse, con l’obiettivo di limitare il consumo di nuovo suolo. È previsto il recupero di immobili degradati e la riqualificazione di comparti urbani non più funzionali.
Accanto al beneficio volumetrico, il provvedimento introduce semplificazioni amministrative. I progetti possono essere avviati tramite SCIA nei casi previsti, riducendo i tempi legati ai permessi di costruire. Sono inoltre previste conferenze di servizi accelerate e deroghe mirate agli strumenti urbanistici locali.
Per gli interventi di maggiore dimensione economica, oltre il miliardo di euro, è prevista la figura di un commissario straordinario con il compito di coordinare e velocizzare le autorizzazioni.
Sul piano operativo, la misura si inserisce nelle politiche del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e nel più ampio quadro del Piano Casa nazionale, con un obiettivo dichiarato: aumentare l’offerta di alloggi a prezzi sostenibili senza espandere in modo significativo il consumo di nuovo territorio.
Resta centrale il ruolo degli enti locali, chiamati a recepire e applicare le deroghe urbanistiche nei propri strumenti di pianificazione.




