È una delle cose che quasi tutti hanno fatto almeno una volta: guardare le storie di qualcuno su Instagram senza voler lasciare traccia. Fino ad oggi era territorio grigio, affidato a siti di dubbia affidabilità e app scaricate con un certo senso di colpa. Nel 2026, però, qualcosa si è mosso — e stavolta a muoversi è Meta stessa.
La società di Mark Zuckerberg ha avviato il test di Instagram Plus, un piano in abbonamento che include, tra le altre funzioni, la possibilità di visualizzare le storie in modo completamente anonimo, direttamente dall’app ufficiale. Nessun sito esterno, nessun rischio per l’account, nessuna violazione dei termini di servizio. Una prima assoluta.
Il problema: l’Italia deve aspettare
Il test è attivo da inizio 2026, ma solo in tre paesi: Messico, Giappone e Filippine. Il costo sarebbe compreso tra uno e due dollari al mese. Per il lancio europeo — e quindi italiano — si parla di fine 2026, ma senza una data certa.
Nel frattempo, per chi vuole navigare in incognito su Instagram oggi, le opzioni esistono. E non tutte sono uguali.
I servizi gratuiti che funzionano (e quelli da evitare)
Tra i visualizzatori anonimi gratuiti verificati nel maggio 2026, tre si distinguono per affidabilità. Il primo è Inflact: interfaccia pulita, nessuna pubblicità invasiva, nessun login richiesto. Si inserisce il nome utente del profilo pubblico e si guardano le storie senza apparire tra i visualizzatori. Semplice.
Il secondo è StoriesIG, uno dei nomi storici del settore: funziona ancora bene, ma nel 2026 è appesantito da pubblicità moleste. Usabile, ma meno comodo. Il terzo è InstaStoriesViewer, novità dell’anno scorso che ha scalato rapidamente le classifiche: caricamento rapido, interfaccia minimale, pubblicità ridotta.
Una precisazione importante, valida per tutti questi strumenti: funzionano solo con profili pubblici. Nessun servizio legittimo permette di spiare un profilo privato senza essere follower approvati. Chi promette il contrario, mente — e probabilmente vuole i tuoi dati.
Perché questa notizia ti riguarda
Milioni di italiani usano Instagram ogni giorno. La possibilità di guardare contenuti pubblici senza essere identificati non è una questione di curiosità morbosa: riguarda la privacy digitale, il modo in cui gestiamo la nostra presenza online e quanto controllo abbiamo su chi sa cosa di noi.
Il fatto che Meta abbia deciso di monetizzare questa funzione — invece di vietarla — dice qualcosa su come l’azienda legge le abitudini dei suoi utenti. Se il mercato esiste, tanto vale regolamentarlo (e guadagnarci).
La trappola da non cadere mai
C’è un punto su cui vale la pena essere diretti: non inserire mai le credenziali Instagram su siti esterni. È il segnale più chiaro che si tratti di phishing. I servizi sicuri — Inflact, StoriesIG, InstaStoriesViewer — non chiedono mai username e password. Se un sito li chiede, è lì per rubare il tuo account.
Stesso discorso per le promesse impossibili: nessun tool gratuito permette di accedere a profili privati. Chi afferma di farlo, mente.
Cosa succederà ora
Con Instagram Plus ancora in fase sperimentale, il 2026 potrebbe essere l’anno in cui Meta ridefinisce le regole dell’anonimato social. Se il test avrà successo, è probabile che la funzione arrivi in Europa entro l’anno. A quel punto, i siti di terze parti perderanno buona parte della loro ragione di esistere — almeno per chi è disposto a pagare uno o due euro al mese per la tranquillità di un servizio ufficiale.
Per ora, Inflact resta la scelta più pulita per chi non vuole aspettare.




